Con la manovra 2026 arriva una nuova definizione agevolata, ma chi ha dilazioni in corso rischia di perdere parte di quanto già versato.
Chi sta pagando una dilazione ordinaria delle cartelle esattoriali si trova in queste settimane di fronte a un bivio cruciale: continuare a versare le rate in scadenza tra ottobre e dicembre 2025 o interrompere i pagamenti per risparmiare sanzioni e interessi in vista della nuova rottamazione quinquies, prevista nel disegno di legge di bilancio 2026.
La manovra, approvata dal Consiglio dei Ministri il 17 ottobre e ora all’esame del Parlamento, introduce infatti una nuova definizione agevolata dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. La misura riguarda i debiti da omessi versamenti risultanti dalle dichiarazioni annuali e dai controlli automatici e formali, oltre ai contributi INPS non derivanti da accertamento.
Con la rottamazione quinquies, i contribuenti potranno estinguere i propri debiti senza pagare sanzioni, interessi di mora, interessi da ritardata iscrizione a ruolo e aggio. Restano dovuti soltanto il capitale (imposta o contributo) e gli interessi di rateazione al 4% annuo.
Tuttavia, la novità più delicata riguarda chi ha già in corso una rateizzazione ordinaria. Nel nuovo schema, dalle somme dovute per la definizione agevolata si scomputano solo le quote di capitale già pagate, non le rate totali comprensive di sanzioni e interessi. Ciò significa che le somme già versate a questi titoli vengono perse.
Un esempio chiarisce l’effetto: su un debito di 10.000 euro (6.000 di capitale, 2.500 di sanzioni e 1.500 di interessi), chi ha già pagato 4.500 euro in rate mensili ne vedrà riconosciuti solo 2.700 euro come quota capitale. Gli altri 1.800 euro versati per sanzioni e interessi non saranno scomputabili.
Il pagamento potrà avvenire in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in un massimo di 54 rate bimestrali fino al 2035, con rata minima da 100 euro. La domanda di adesione potrà essere presentata dal 21 gennaio al 30 aprile 2026, una volta approvata la legge e pubblicato il provvedimento attuativo dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Le prime tre scadenze di pagamento previste sono: 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2026. Dal 2027, le rate avranno cadenza bimestrale fissa: 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre.
Per chi ha una dilazione ordinaria attiva, la decisione è complessa. Interrompere ora i pagamenti consente di evitare di versare inutilmente sanzioni e interessi che non verranno poi riconosciuti nella rottamazione. Ma smettere di pagare comporta il rischio di decadere dal piano di rateazione dopo otto rate non saldate, con la conseguente riattivazione delle procedure di recupero coattivo: pignoramenti, fermi amministrativi e ipoteche.
Una via prudente, suggeriscono gli esperti, è presentare la domanda di rottamazione non appena disponibile, così da ottenere la sospensione automatica delle rate in corso prevista dal DDL. In questo modo si evita di perdere ulteriori somme e si mantiene il diritto alla nuova definizione agevolata.
Secondo la Relazione tecnica della Ragioneria generale dello Stato, la rottamazione quinquies peserà sul bilancio pubblico per 778 milioni di euro tra il 2026 e il 2036. Solo nel primo anno, lo Stato rinuncerà a 1,4 miliardi di euro di incassi attesi. Gli effetti positivi si vedranno solo dal 2030, quando i versamenti della nuova rottamazione supereranno quelli del regime ordinario.
Questa è la quinta edizione della definizione agevolata, dopo le versioni bis (2017), ter (2018), quater (2023) e la sanatoria prevista nel Decreto Sostegni. Cambiano però alcune regole: la decadenza scatta con il mancato pagamento di due rate anche non consecutive o dell’ultima, e non è prevista la tolleranza di cinque giorni concessa in passato.
In sintesi, chi ha un piano di pagamento in corso deve muoversi con attenzione: continuare a pagare può costare caro, ma smettere di farlo senza strategia può esporre a pesanti conseguenze. La vera finestra di manovra si aprirà con l’inizio del 2026, quando la rottamazione quinquies diventerà operativa.
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