Se chiedete a un torinese quale sia il monumento che meglio rappresenta la sua città, la risposta sarà unanime: la Mole Antonelliana. Con la sua inconfondibile silhouette che svetta sullo skyline urbano, questo edificio è molto più di un semplice punto di riferimento. È il cuore pulsante di Torino, un simbolo che racchiude storia, aneddoti e un legame profondo con i cittadini e i turisti.
La storia della Mole Antonelliana inizia nel 1863, quando la Comunità Ebraica torinese decise di costruire una nuova sinagoga. Per il progetto venne scelto l’architetto Alessandro Antonelli, noto per le sue idee audaci. L’edificio avrebbe dovuto essere un luogo di culto, ma il sogno di Antonelli di creare una struttura maestosa prese rapidamente il sopravvento. La sua visione portò a un aumento vertiginoso dei costi e dell’altezza, che passò dai 47 metri previsti a ben 167,5 metri, rendendola l’edificio in muratura più alto del mondo al momento della sua costruzione.
Questa ambizione, però, creò non pochi problemi: i costi lievitarono e la comunità ebraica abbandonò il progetto, vendendo la costruzione incompiuta al Comune di Torino. Fu così che la Mole divenne un edificio civile, destinato a rappresentare la città.
Vi siete mai chiesti perché si chiama “Mole Antonelliana”? Il termine “mole” sottolinea la sua imponenza, mentre “Antonelliana” è un omaggio al suo ideatore, Alessandro Antonelli. Nonostante le critiche dell’epoca, che giudicavano il progetto eccessivo e irrealizzabile, oggi il nome è sinonimo di Torino nel mondo.
L’ambizione di Antonelli non si fermò alla mole dell’edificio. La struttura originaria era interamente in muratura, un’idea innovativa ma estremamente rischiosa per un edificio così alto. Per rendere l’opera più stabile, Antonelli utilizzò anche materiali metallici, anticipando tecniche moderne.
La guglia, che termina con una stella, è un altro elemento iconico. Durante un terribile temporale nel 1953, la guglia crollò, ma fu successivamente ricostruita utilizzando tecnologie più avanzate, garantendo maggiore sicurezza e stabilità.
Oggi la Mole Antonelliana ospita il Museo Nazionale del Cinema, una delle attrazioni più amate della città. Questo straordinario museo non è solo un omaggio al cinema, ma anche un’esperienza sensoriale. I visitatori possono esplorare la storia della settima arte tra proiezioni, cimeli e installazioni interattive, il tutto in uno spazio architettonico mozzafiato.
Uno dei momenti più emozionanti della visita è salire sull’ascensore panoramico, che conduce fino alla terrazza posta a 85 metri di altezza. Da lì, si può ammirare Torino in tutta la sua bellezza, con le Alpi sullo sfondo e il fiume Po che scorre placido.
La Mole Antonelliana non è solo un monumento, ma una presenza viva nella vita dei torinesi. Si narra che Alessandro Antonelli fosse così ossessionato dal suo progetto da arrampicarsi personalmente sui ponteggi per supervisionare i lavori, anche in età avanzata.
Un altro aneddoto curioso riguarda la stella sulla sommità: originariamente doveva esserci un Genio Alato, ma venne sostituito da una croce in epoca fascista e, infine, dalla stella attuale, simbolo laico e universale.
I torinesi, poi, hanno un rapporto affettuoso e scaramantico con la Mole. Si dice che porti fortuna passare sotto i portici che conducono all’ingresso principale, specialmente per gli studenti in cerca di ispirazione o i turisti in cerca di un desiderio da esaudire.
La Mole Antonelliana è ormai il simbolo indiscusso di Torino, tanto da essere presente nel logo delle Olimpiadi Invernali del 2006 e in numerosi prodotti legati alla città. Ma il suo valore va oltre i confini locali: è un’icona architettonica riconosciuta a livello internazionale, visitata ogni anno da migliaia di turisti.
Il suo fascino è universale: di giorno, la sua imponenza domina la città; di notte, illuminata, sembra quasi fluttuare nell’aria, un faro che guida i torinesi e accoglie i viaggiatori.
Se state pianificando una visita alla Mole Antonelliana, prendetevi il tempo per esplorare sia l’interno che l’esterno. Ammirate i dettagli architettonici e salite sulla terrazza per una vista che vi lascerà senza fiato. Per i cinefili, il Museo Nazionale del Cinema è una tappa imperdibile: ogni angolo racconta una storia e vi farà sentire protagonisti di un film.
Per una pausa rigenerante, fermatevi nei caffè storici nelle vicinanze, come il Baratti & Milano, dove potrete gustare una cioccolata calda o un bicerin, la bevanda tradizionale torinese.
Oggi, più che mai, la Mole Antonelliana rappresenta un ponte tra passato e futuro. È la testimonianza di un’epoca di ambizioni straordinarie e il simbolo di una città che non smette mai di guardare avanti.
Che siate torinesi di nascita o turisti di passaggio, la Mole vi accoglierà con il suo fascino senza tempo, raccontandovi storie di ieri e ispirandovi per il domani. Perché, come dice un vecchio proverbio piemontese, “chi guarda alla Mole, guarda al cuore di Torino”.
Oltre a essere la porta della Lapponia, Rovaniemi è una città che vive a cavallo tra modernità e natura estrema.…
Pochi luoghi evocano il senso di avventura come il Capo Nord (Nordkapp), una scogliera a picco sul Mare di Barents,…
Oggi è andata in onda una puntata speciale de L’Approfondimento, condotta da Franco Torchia con ospite Paolo Fedele. La professoressa Silvia Liliana Di Masi ha partecipato…
Se le Fiandre rappresentano la faccia più turistica del Belgio, la Vallonia con Liegi mostra l’anima operaia e industriale del…
Domani, venerdì alle 19:30, torna su Fast News Platform l’appuntamento settimanale con “L’Approfondimento”, il format di informazione e cultura condotto…
Accanto alla più celebre Saaremaa, le isole di Hiiumaa e Muhu offrono al viaggiatore un volto più intimo e raccolto…