A Torino, città di cultura e storia, anche il presepe racconta un’evoluzione che riflette i cambiamenti della società. Ogni Natale, le famiglie torinesi si dividono tra l’allestimento del presepe tradizionale e la sperimentazione con versioni più moderne e creative. Entrambi i modelli convivono, spesso anche nella stessa casa, ma le differenze tra i due sono profonde e radicate nella visione che ciascuno ha del Natale.
Il presepe tradizionale a Torino si fonda su un impianto iconografico ben definito: le statuine di terracotta o gesso dipinte a mano, il muschio naturale raccolto nei parchi o lungo le rive del Po, le case in cartone ricoperte di sughero, i fiumi realizzati con carta stagnola. In molti quartieri, in particolare nelle borgate storiche come San Salvario, Barriera di Milano o Borgo Campidoglio, queste composizioni seguono uno schema tramandato di generazione in generazione. I personaggi del presepe non sono solo i classici Maria, Giuseppe e Gesù Bambino, ma anche il pastore dormiente, la lavandaia, il pescatore e gli artigiani, in un microcosmo che racconta la vita quotidiana di un mondo rurale idealizzato. Ogni elemento ha un significato simbolico, e la cura con cui viene allestito il presepe tradizionale è spesso un gesto affettivo e spirituale.
Negli ultimi anni, però, anche a Torino ha preso piede il presepe moderno. In questi allestimenti, tecnologia e design si fondono con la spiritualità. Le statuine possono essere realizzate in resina, stilizzate, addirittura stampate in 3D. Al posto del muschio, si usano materiali sintetici, legno riciclato o plexiglass. Le luci a LED programmabili sostituiscono la classica illuminazione statica e rendono possibile simulare l’alternanza giorno-notte o il passaggio della cometa in cielo. Alcuni appassionati inseriscono colonne sonore sincronizzate, effetti sonori di pecorelle o fontane, e proiezioni digitali che narrano la Natività. Questo tipo di presepe è più diffuso nei quartieri centrali e tra le famiglie giovani o creative, spesso in appartamenti dove lo spazio è limitato e l’essenzialità diventa una scelta estetica.
A livello cittadino, Torino celebra entrambi i filoni. Il Museo dell’Arte Presepiale, nei pressi del Duomo, ospita una collezione permanente di presepi napoletani, piemontesi e contemporanei. Durante il periodo natalizio, le chiese storiche, come quella della Consolata o San Filippo Neri, espongono presepi monumentali tradizionali, mentre in alcune gallerie d’arte si trovano interpretazioni avanguardistiche. In piazza Castello, il presepe istituzionale cerca spesso una sintesi, proponendo soluzioni che uniscono la sacralità del racconto con forme moderne e inclusive.
In definitiva, il presepe a Torino non è mai solo decorazione, ma racconto e memoria, espressione di un’identità collettiva in continua trasformazione. Tradizionale o moderno, ogni presepe parla del modo in cui i torinesi vivono e reinterpretano il Natale, mantenendo viva una delle tradizioni più sentite del nostro Paese.
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