Categories: Economia e Finanza

Dovremmo dire addio alle monete da 5, 10 e 20 cent?

Le monete da 1 e 2 centesimi di euro sono quasi un lontano ricordo. Anche se ve ne sono tantissime in circolazione e nelle tasche degli italiani. Alla stessa fine sembrano destinate le monetine da 5, 10 e 20 cent. Il primo allarme relativo alla diminuzione di pezzi da 5, 10 e 20 centesimi arrivò nel 2020. Dovremmo dire addio anche queste monete?

Ad incidere sul fenomeno indubbiamente i pagamenti elettronici che riducono la circolazione della moneta. Le monete rimangono ferme nelle case degli italiani, generando l’hoarding. Il conio delle monete di piccolo taglio, causa inflazione, sta diventando antieconomico. L’inflazione, inoltre, ha assestato un duro colpo al potere d’acquisto delle monete di piccolo taglio. I prezzi sono approssimati ad una cifra tonda, non rendendo più necessario il loro uso e facendo sì che i consumatori preferiscano portarsi dietro banconote o monete dal valore più alto. Tutti questi motivi sarebbero alla base di questa lenta scomparsa dalla circolazione e della probabile eliminazione da parte di alcuni Stati.

Ma l’insoddisfazione dei clienti è tanta. Infatti sono milioni gli italiani che pagano in contanti e che non si vedono più restituire il giusto resto. Gli stessi negozianti sono in difficoltà perchè si allungano i tempi di attesa in cassa. Alcuni commercianti letteralmente comprano le monete di piccolo taglio da banche e fornitori vari, ma ciò comporta ulteriori e non previsti esborsi. Anche le banche si trovano in difficoltà a gestire una richiesta di monete da 5, 10 e 20 centesimi sempre più difficile da soddisfare in tempi brevi. Ma fare scomparire anche questo taglio di monete non farà altro che diminuire ancora di più il potere d’acquisto! A chi conviene?

Antonio Nesci

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