Il Piemonte si candida per la gestione fredda dei vaccini anti-Covid

Nello stoccaggio a livello nazionale dei futuri vaccini per il Covid-19 il Piemonte mette in campo le storiche competenze del “distretto del freddo” di Casale Monferrato.

“Stiamo lavorando a un documento – ha annunciato il presidente della Regione Alberto Cirio nel corso di una videoconferenza stampa – con cui candidiamo il territorio ad assumere un ruolo da protagonista per la conservazione e il trasporto della prima fornitura dei vaccini della Pzifer e poi di quelle successive e che vogliamo trasmettere entro fine mese al commissario Arcuri. Quando si parla della necessità di conservare ogni dose a -75° o -20° e spostarla dove serve in borse speciali occorrono passaggi che vanno organizzati attentamente, e noi vogliamo dimostrarci preparati”.

La fornitura prevista in arrivo per il mese di gennaio per tutta l’Italia consiste in 3,4 milioni di dosi che arriveranno in borse contenenti 5 scatole da 975 fiale che possono conservarsi 10 giorni nelle borse stesse e sei in celle frigorifere a -75°. La somministrazione deve avvenire al massimo entro sei ore dall’estrazione dalla borsa.

Come hanno precisato il sindaco di Casale Federico Riboldi e il presidente europeo delle aziende del freddo Marco Buoni, “occorre attivarsi con chi ha la competenza specifica per un’operazione non facile e che riguarda quantitativi significativi. Casale con le sue 30 imprese del settore si candida per mettere a disposizione impianti di refrigerazione che garantiscano una temperatura costante e corretta in ogni punto del percorso del vaccino”.

“Non è detto che Governo ci scelga – ha rilevato l’assessore regionale alle Attività produttive, Andrea Tronzano – ma in Piemonte ci sono le competenze necessarie per coprire tutta la fase logistica di consegna dei vaccini”.

Il documento riserva un ruolo attivo anche alle farmacie, come ha evidenziato il presidente di Federfarma Piemonte, Massimo Mana: “Quando si potrà vaccinare tutta la popolazione potremo far arrivare le dosi ai medici nei tempi indicati studiando confezioni più piccole per la somministrazione immediata”.

Antonio Nesci

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