Categories: Cultura e Società

La musica come resistenza: a Perugia il libro-evento su Chick Corea

Nella suggestiva cornice medievale dell’Egea Store, nel cuore del centro storico di Perugia, in Via Ritorta 5/7, lunedì 14 luglio alle ore 18.00, Francesco Cataldo Verrina presenterà il suo nuovo libro «Chick Corea. L’Anticonformista», un’occasione preziosa per ascoltare dalla viva voce dell’autore un racconto che intreccia musica, storia e visione critica. L’iniziativa si colloca all’interno di una settimana di eventi presso l’iconico negozio perugino, durante la quale saranno presentati anche il libro dei Francesco Rondolini ed il nuovo album di Gabriele Mirabassi.

Francesco Cataldo Verrina: il pensiero critico come forma di resistenza culturale

Figura atipica nel panorama della critica musicale italiana, Francesco Cataldo Verrina incarna una forma di intellettualità refrattaria alle mode, alle semplificazioni e alle lusinghe del potere. Nato in Calabria e da oltre quarant’anni residente in Umbria, ha saputo costruire un percorso autonomo e coerente, muovendosi con disinvoltura tra giornalismo, saggistica, radiofonia e divulgazione culturale.

La sua formazione, nutrita da studi in antropologia culturale, sociologia e da una precoce fascinazione per la musica afro-americana, si è tradotta in una produzione saggistica ampia e trasversale, senza mai indulgere nella retorica celebrativa, alimentando così una visione della musica quale dispositivo critico e come lente attraverso cui leggere le trasformazioni sociali, le derive ideologiche e le contraddizioni del presente.

Francesco Cataldo Verrina – che attualmente dirige il web magazine «Doppio Jazz», collabora con il mensile cartaceo «GRooVeBack Magazine» ed il quotidiano on line «Il Giornale dell’Umbria» – è autore di una vasta e articolata produzione saggistica, che spazia dalla storia del jazz alla disco music, dal soul alla fusion, con incursioni nella narrativa umoristica e nell’analisi dei linguaggi pubblicitari. Le sue monografie – dedicate a giganti come Coltrane, Mingus, Sonny Rollins, Miles Davis, Thelonious Monk, Art Pepper, Lee Morgan – si distinguono per rigore analitico, profondità storica ed uno stile inconfondibile, tagliente e ironico, capace di coniugare erudizione e passione, facendo della scrittura una forma di militanza culturale, soprattutto ne sanciscono lo status di «eterno studente fuoricorso all’università della musica». Cosi egli ama definirsi, consapevole che il sapere, per essere autentico, deve restare inquieto e mai pacificato. Francesco Cataldo Verrina non è un semplice esegeta del jazz, ma un intellettuale «militante» nel senso più nobile del termine: un osservatore disincantato, un bastian contrario per vocazione, un critico che ha fatto della scrittura un atto di resistenza contro l’appiattimento culturale e l’egemonia dei «feudatari» dello show-biz italiano. Del resto, egli ama ripetere spesso, «gli intellettuali parlano sempre fra di loro, ed ogni tanto con Dio».

«Chick Corea. L’Anticonformista»: ritratto di un’intelligenza musicale in primo piano

Nel suo recentissimo lavoro, «Chick Corea. L’Anticonformista» (Kriterius Edizioni), Verrina affronta la figura del pianista italo-americano con uno sguardo che è al contempo musicologico, filosofico e narrativo. Il volume – pubblicato nella primavera del 2025 – si configura come un’indagine a tutto tondo su uno dei più grandi innovatori e deviatori del linguaggio jazzistico del secondo Novecento. La sua musica, secondo Verrina, si fonda su quattro pilastri: rapidità, sintesi, magnificenza e bellezza. Soprattutto, Corea, secondo lo scrittore calabrese, non è soltanto un virtuoso del pianoforte o un pioniere della fusion, ma un pensatore musicale, un «deformatore» dei codici espressivi, capace di attraversare i generi senza mai aderirvi completamente. La sua opera si muove tra rigore formale e libertà creativa, tra l’astrazione della musica eurodotta e l’urgenza comunicativa del jazz afro-americano. Verrina ne analizza le traiettorie artistiche, in un libro ripercorre le tappe fondamentali della carriera di Corea: dagli esordi post-bop alla svolta elettrica, dalle collaborazioni con Miles Davis alla nascita dei Return to Forever, dai tributi ai maestri del passato fino alle collaborazioni con Gary Burton e John McLaughlin – restituendone la complessità attraverso una scrittura densa, evocativa, mai didascalica. Il Verrina evidenzia la capacità del Pianista italo-americano di «pensare come un’orchestra classica», perfino nel comping jazzistico, e di assorbire e riplasmare ogni stile incontrato lungo il cammino. Corea viene radiografato come pensatore musicale, come architetto sonoro che ha saputo fondere la sintassi ed il vernacolo afro-americano con innumerevoli stilemi e metalinguaggi sonori, in un equilibrio sempre instabile e per questo vitale. Il libro si distingue per la capacità di intrecciare analisi tecnica e riflessione culturale, offrendo al lettore non solo un profilo biografico, ma una vera e propria mappa concettuale dell’universo chickcoreano. Un saggio critico che si rivolge in primis al lettore curioso e all’appassionato, ma che potrebbe vellicare, a vario titolo, l’interesse di qualsiasi studioso.

L’evento: un’occasione di confronto critico

Appuntamento dunque a lunedì 14 luglio, alle ore 18.00, presso l’Egea Store di Perugia (Via Ritorta 5/7), Francesco Cataldo Verrina presenterà il suo ultimo saggio, «Chick Corea. L’Anticonformista». L’incontro si preannuncia come un’opportunità per esplorare, attraverso la voce di uno dei più lucidi e indipendenti critici italiani, le traiettorie artistiche e le implicazioni culturali dell’opera di Corea. Verrina non si limita a ricostruire una biografia musicale, ma propone una riflessione articolata sul ruolo dell’artista come soggetto dissonante, capace di sfuggire alle etichette e di ridefinire continuamente i confini del linguaggio sonoro. Lontano da ogni forma di agiografia, il libro si configura come un esercizio di analisi e di smascheramento, in linea con l’approccio che da sempre caratterizza la scrittura di Verrina: un pensiero critico che non cerca il consenso, ma l’aderenza ai fatti, alla storia, alla complessità delle opere. Un’occasione, dunque, non per celebrare, ma per comprendere. L’incontro rappresenta un’opportunità per confrontarsi con una delle poche voci realmente indipendenti della critica musicale italiana, capace di coniugare competenza, ironia ed una salutare dose di iconoclastia.

Redazione Torino

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