Metro: le scuse di Gtt. Palazzo civico: pensiamo a 50 nuove scale mobili

“Mi scuso con i torinesi per i disagi del 2 settembre e continuerò a lavorare con la Città per migliorare il servizio” ha esordito l’Amministratore delegato Gtt Serena Lancione in Commissione Urbanistica riferendosi al blocco di una trentina di scale mobili alla riapertura della linea uno della metropolitana dopo i lavori straordinari e la chiusura dell’impianto ad agosto. A Palazzo civico di fronte ai Consiglieri convocati dal presidente Toni Ledda (Pd) sul tema, l’assessora alla viabilità Chiara Foglietta ha indicato la prospettiva: “chiederemo la sostituzione delle cinquanta scale mobili esterne con cinquanta scale mobili nuove; la sola manutenzione non porta i benefici sperati e nei prossimi anni andremo in questa direzione con un piano pluriennale. L’ipotesi di costo di una scala mobile nuova, esclusa la progettazione, è di circa 250 mila euro”. Come ha ricordato l’azienda, il 2 settembre un episodio di sovralimentazione ha causato corti circuiti e blocchi alle scale mobili che il giorno stesso sono state riparate con due squadre che hanno lavorato fin dal mattino. In totale sono 142 le scale mobili della linea uno e hanno 17 anni di servizio: novantadue interne e cinquanta esterne. Lancione ha sottolineato che fino al suo arrivo c’era un solo dipendente che si occupava di esse; oggi sono quattro. Ha specificato che sono state stanziate più risorse nel 2023 per oltre seicentomila euro e il funzionamento dei trasportatori è salito dal 78 al 92 per cento: “stiamo lavorando su tre impianti fermi che necessitano interventi strutturali alle stazioni Fermi – Vinzaglio – Pozzo Strada e intendiamo installare coperture alle scale mobili esterne che esposte alle intemperie tendono a fermarsi”. La relazione dell’Ad è proseguita sull’andamento aziendale partendo da un dato chiave: negli ultimi dieci anni sono scesi da quarantasei a trentotto milioni di chilometri le percorrenze dei mezzi pubblici torinesi, con una diminuzione del 18 per cento per la riduzione delle frequenze e l’aumento dei tempi di attesa. Quest’anno sono 107mila le corse eseguite e la funzionalità delle scale mobili è salita al 90 per cento (il 97 a luglio) con sei milioni di produzione annua: “Il nuovo piano industriale 2023-207 prevede il recupero delle perdite del triennio pandemico di 61 milioni e nel primo semestre registriamo un risultato netto per 7,3 milioni che ci confortano sulla strada intrapresa”. La situazione finanziaria era compromessa – ha concluso Lancione – con un rischio di default oggi scongiurato. A Palazzo civico in Sala Orologio sono intervenuti al dibattito Iannò – Greco – Firrao – Liardo – Russi – De Benedictis – Scanderebech – Cerrato – Crema – Sganga – Viale e Garcea.

Antonio Nesci

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