Nell’ospedale di Ivrea ampliata la terapia intensiva

Taglio del nastro per l’ampliamento della terapia intensiva e sub-intensiva dell’ospedale di Ivrea. L’intervento, del costo complessivo di oltre 2 milioni di euro, ha consentito di trasformare e aumentare i posti letto da 7 a 18, molti dotati di sistemi di monitoraggio e di ventilazione di ultima generazione. Alla cerimonia sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi.

“Quando è cominciato il Covid – ha ricordato Cirio – i posti di terapia intensiva in Piemonte erano 327. Ci siamo fatti carico della situazione e abbiamo lavorato per potenziarli, con risorse regionali, con i fondi del piano Arcuri e anche con risorse messe a disposizione dalle aziende sanitarie. Oggi la nostra rete ad alta intensità è potenziata ed è in grado di rispondere alle esigenze di salute della popolazione con 628 posti letto di terapia intensiva, compresi quelli immediatamente attivabili in caso di necessità”.

“Con questo consistente potenziamento della Rianimazione dell’ospedale di Ivrea la sanità eporediese – ha affermato Icardi – dimostra di aver fatto tesoro dell’esperienza della pandemia, dotandosi di un servizio in grado di rispondere al meglio sia alle necessità quotidiane che a quelle dell’emergenza, con soluzioni di alta affidabilità e maggiore sicurezza”.

Il presidente Cirio ha quindi annunciato che la sede del nuovo ospedale di Ivrea sarà decisa entro luglio, precisando che “siamo arrivati in maniera scientifica a individuare tre aree e l’analisi è stata ulteriormente integrata. La scelta deve essere ben ponderata perchè non vogliamo ripetere gli errori del passato. La prossima settimana l’assessore Icardi incontrerà i rappresentanti dell’assemblea dei sindaci del Canavese al quale sarà fornito l’esito degli studi”. Successivamente saranno proprio i sindaci a dare un’indicazione mentre la scelta definitiva spetterà al Consiglio regionale “ma solo dopo aver ascoltato le sensibilità del territorio”.

Antonio Nesci

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