“Oltre il click” è il nuovo album della band torinese La Trappola di Dalian

“Oltre il click” è il titolo del nuovo album della formazione torinese La Trappola di Dalian, in tutte le piattaforme digitali pubblicato da Sette AFK Label. La band composta da Sofia Cazzato (voce), Alessio Piedinovi (batteria), Angelo Rizza (basso) e Lorenzo Borghetto (chitarra), ha maturato negli ultimi anni un’intensa attività live e di studio, che li ha portati alla pubblicazione di un EP e diversi singoli.
In questo primo album “Oltre il click”, che vuole essere un manifesto del loro andare oltre le apparenze che condizionano fortemente la società odierna, mettono a fuoco un ruvido sound punk rock impreziosito dalla graffiante voce di Sofia.

Nove tracce cristallizzano un punk alternative cantato in italiano, dove ritmiche serrate incorniciano distorsioni grezze e sporche. Tra gli italiani Prozac+ e gli statunitensi My Chemical Romance, il quartetto ha scelto di fare emergere dai loro brani situazioni vissute di disagio, sconforto e inadeguatezza. I testi, infatti, descrivono tratti intimi, a volte duri, di vita quotidiana che partono dalle loro esperienze personali in cui la collettività può certamente identificarsi. Il significato dei testi però si contrappone volutamente con il sound positivo e melodico del disco, che a tratti si fa danzereccio ed incalzante, alleggerendo l’ambient e lasciando spazio al divertimento.

Il titolo “Oltre il click” ha poi un secondo significato, più tecnico e riguardante la composizione dei brani stessi. Parte di questi ultimi sono stati composti a distanza durante i periodi di quarantena. Dovendo utilizzare dei software, la stesura delle loro canzoni risultava “meccanica”, a tratti forzata. Alla fine però, sono riusciti a riarrangiare i brani in presenza, come sono soliti fare nella loro sala prove, andando oltre il click di un computer, appunto.

Il disco è accompagnato dal videoclip del brano “Rossetto Veleno” realizzato da Sette AFK Media Team. Nelle immagini che ritraggono momenti di vita quotidiana per alcuni gruppi di giovani, il playback di Sofia si alterna con la protagonista della narrazione. Le due figure femminili si sovrappongono e si scambiano, rimandando al significato dicotomico del brano rappresentato appunto dal rossetto e dal veleno. Il trucco che all’inizio rendeva gli “occhi di fuoco, tinti solo di nero”, comincia ad assumere le tonalità bluastre tipiche della cianosi da avvelenamento.

Antonio Nesci

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