Rosso o bianco? A tavola a Torino la sfida del vino si gioca sul gusto locale

Torino, città dal cuore piemontese e dall’anima cosmopolita, è da sempre un luogo dove il vino accompagna i piaceri della tavola in modo speciale. Ma quando si tratta di scegliere tra vino rosso o bianco, quali sono le preferenze a tavola nella capitale sabauda? Tra tradizione, abitudini contemporanee e l’influsso della cultura gastronomica locale, la risposta non è mai banale.

Il Piemonte, terra di grandi vini rossi come il Barolo, il Barbera e il Nebbiolo, porta naturalmente una predilezione per i vini rossi robusti e strutturati. A Torino, però, la situazione è più articolata. La città, crocevia di culture e di stili di vita, ha sviluppato una certa apertura anche verso i vini bianchi, spesso più leggeri e freschi, perfetti per accompagnare una varietà di piatti, soprattutto nelle stagioni più calde.

Le preferenze a tavola riflettono in parte questa doppia anima. Nelle trattorie tradizionali e nelle osterie storiche del centro, il vino rosso rimane il protagonista indiscusso, soprattutto quando la cucina propone piatti classici piemontesi come il brasato al Barolo, il bollito misto o il vitello tonnato. Qui, il rosso corposo non è solo una bevanda, ma un compagno di sapori che esalta le ricette della tradizione.

D’altro canto, i ristoranti più moderni e i locali in zona Crocetta o San Salvario mostrano una crescente attenzione ai vini bianchi, anche locali come il Roero Arneis o il Gavi, perfetti per un pubblico più giovane e cosmopolita. Questi vini, con la loro freschezza e il profilo aromatico più delicato, si sposano bene con piatti a base di pesce, antipasti di verdure e formaggi freschi, diventando la scelta ideale soprattutto nella bella stagione.

Non va poi dimenticata la stagione influente: in inverno, il rosso prevale quasi sempre, riscaldando le serate torinesi con i suoi tannini avvolgenti e i suoi profumi intensi; in estate, invece, i bianchi guadagnano terreno grazie alla loro leggerezza e alla capacità di rinfrescare il palato.

Un dato interessante emerso dalle recenti indagini di mercato è che sempre più torinesi, pur amando il vino rosso tradizionale, sono curiosi di sperimentare nuove varietà, incluse quelle bianche meno conosciute. Questo atteggiamento fa ben sperare per una scena enologica cittadina in evoluzione, dove il vino non è solo un’abitudine, ma un momento di scoperta e piacere.

Infine, non si può trascurare il ruolo degli eventi enogastronomici torinesi, che spesso promuovono la cultura del vino bianco e rosso in egual misura, educando il pubblico e valorizzando la diversità del patrimonio vitivinicolo locale. Manifestazioni come “Terroir Vino” o le degustazioni organizzate in piazza rappresentano occasioni preziose per confrontarsi con vini di qualità, rompendo schemi e preferenze consolidate.

In conclusione, a Torino il vino rosso mantiene saldamente il suo ruolo di re della tavola, specie nelle occasioni più tradizionali, ma il bianco sta conquistando sempre più spazio, riflettendo una città aperta al cambiamento e alla varietà dei gusti. La sfida tra rosso e bianco, dunque, non è tanto una questione di vittoria o sconfitta, quanto un segno di una cultura enogastronomica viva e in continua evoluzione. Che siate amanti del rosso intenso o del bianco frizzante, a Torino il vino a tavola resta sempre una festa per il palato.

Antonio Nesci

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