Valdocco vivibile per un futuro a prova di clima

Un progetto costruito tenendo ben presenti le linee guida del Piano di Resilienza Climatica, il documento recentemente approvato che raccoglie le strategie che Torino dovrà attuare per garantire la qualità della vita e dei servizi a fronte degli scenari climatici futuri. ‘Valdocco vivibile, per un futuro a prova di clima’  presentato ai consiglieri e ai cittadini della Circoscrizione 7, contiene in sé una valenza dimostrativa indicando come poter intervenire per adattare il tessuto urbano riducendo le pavimentazioni impermeabili e valorizzando i servizi ecosistemici del suolo naturale e dell’infrastruttura verde. Al centro della risistemazione sta proprio il verde con la sua capacità di rendere più vivibile il quartiere e mitigare nel contempo la vulnerabilità del territorio per la sicurezza dei cittadini.

Come?  Attraverso interventi di infrastruttura verde su suolo pubblico che realizzino percorsi ombreggiati e protetti per chi si sposta a piedi o in bicicletta e davanti alle scuole, promuovano l’utilizzo del trasporto pubblico e della mobilità in sharing ed elettrica, consentano di moderare la velocità dei veicoli e riducano la congestione del traffico. Ma non solo. L’installazione di elementi di arredo urbano verde uniti a  pedonalizzazioni sperimentali e light, e all’espansione di dehors potranno favorire opportunità di sosta e socializzazione in ambienti più accoglienti. Depermeabilizzate, le aree asfaltate saranno convertite in infrastrutture verdi in grado di ombreggiare e rinfrescare, come di raccogliere le acque riducendo i flussi in rete, mentre l’installazione di pavimentazioni innovative capaci di riflettere l’irraggiamento, consentirà di ridurre l’effetto isola di calore.

Innovativi per la progettazione e l’utilizzo fatto di materiali, vegetazione e nuova mobilità questi interventi possono assolvere a più funzioni ed essere replicati in altre parti della città caratterizzate da un tessuto urbano analogo. Per i lavori, che partiranno nel 2021, è prevista una spesa di 1 milione e 300mila euro provenienti dai fondi di compensazione ambientale dell’impianto TRM.

Antonio Nesci

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