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Albero di Natale a Torino: vero o sintetico? Tra scelte pratiche, tradizioni e identità cittadina

Nel cuore dell’inverno, tra le luci che decorano via Roma e i mercatini che animano Piazza Castello, Torino si veste a festa e rinnova una delle sue tradizioni più sentite: l’allestimento dell’albero di Natale. Ma sotto le stelle che brillano sul capoluogo piemontese, una domanda divide ancora le famiglie e i commercianti: meglio un albero vero o uno artificiale?

Torino è una città dalle radici profonde e dallo sguardo moderno. Anche il Natale riflette questa doppia anima. Da un lato, c’è chi preferisce l’abete vero, magari acquistato nei vivai della cintura torinese o in Val di Susa, portando in casa il profumo dei boschi e la sensazione autentica delle feste. Dall’altro, molti optano per la versione sintetica, riutilizzabile, facile da montare e smontare, più sostenibile in prospettiva pluriennale.

La tradizione dell’albero di Natale vero, in Piemonte, affonda le radici nella cultura montana e contadina. In passato, l’abete veniva tagliato direttamente dai boschi familiari o acquistato nei mercati agricoli. La scelta era simbolica: il legno vivo rappresentava la continuità della vita anche nei mesi più duri. In alcune borgate torinesi, soprattutto in collina e nella zona di Cavoretto, si mantiene ancora viva questa usanza. Le famiglie si tramandano la cura dell’albero come un piccolo rituale di comunità.

Nel centro città, però, la musica cambia. La maggior parte degli abitanti di Torino sceglie oggi alberi artificiali, più pratici da gestire nei piccoli appartamenti e spesso più scenografici. Le grandi catene li propongono in tutte le forme e colori, dai classici verdi ai più moderni bianchi e argentati, perfetti per chi ama l’addobbo a tema. Anche in termini di sostenibilità, il discorso è sfaccettato: un albero artificiale ha senso solo se usato per molti anni, altrimenti il suo impatto produttivo può superare quello di un albero naturale coltivato per lo scopo e poi compostato.

Un ruolo importante lo giocano anche le istituzioni e le iniziative pubbliche. Ogni anno, Torino installa un grande albero di Natale in piazza San Carlo, simbolo laico e collettivo delle festività. Negli ultimi anni, si è spesso optato per alberi sintetici illuminati a led, in linea con le politiche ambientali cittadine. Tuttavia, non mancano le polemiche: alcuni residenti preferirebbero un abete vero, magari piantato e poi lasciato crescere negli anni, come accade in alcune città del Nord Europa.

Infine, c’è l’aspetto emotivo. Per molti torinesi, l’albero di Natale non è solo un oggetto decorativo ma un concentrato di ricordi familiari, tradizioni e sogni d’infanzia. Che sia vero o artificiale, è attorno a lui che si riuniscono le famiglie, si scartano i regali e si costruiscono i riti più intimi del Natale. In una città come Torino, elegante e riservata, anche l’albero racconta un’identità: radicata ma aperta, sobria ma affettuosa.

In definitiva, non esiste una scelta giusta o sbagliata. Vero o finto, l’albero di Natale a Torino resta un simbolo di calore, accoglienza e comunità. E forse è proprio questa la sua magia: unire i torinesi, anno dopo anno, sotto i rami di un’unica festa.

Antonio Nesci

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