Emergenza stress lavoro: oltre 10 mila morti l’anno in Europa

Ogni anno, più di 10.000 persone in Europa perdono la vita a causa dello stress legato al lavoro, una cifra che supera di gran lunga i decessi causati da incidenti fisici sul lavoro, stimati in circa 4.000 all’anno. Questo allarme è stato lanciato dalla Confederazione europea dei sindacati (Ces), che riunisce 90 confederazioni sindacali nazionali di 39 Paesi, inclusi quelli dell’Unione Europea e il Regno Unito.

Secondo un’analisi della Ces, nell’UE e nel Regno Unito si registrano annualmente oltre 6.000 decessi per coronaropatie legate allo stress lavorativo e quasi 5.000 suicidi associati alla depressione da lavoro. Le donne risultano particolarmente colpite, spesso costrette a fronteggiare turni estenuanti, precarietà e mobbing. Le regioni più colpite sono l’Europa centrale, orientale e sudorientale.

I sindacati europei sollecitano la Commissione Europea, in particolare la commissaria per i diritti sociali Roxana Minzatu, a introdurre una direttiva specifica nell’ambito del pacchetto “lavoro di qualità”. Tale direttiva dovrebbe prevedere obblighi vincolanti per la valutazione dei rischi psicosociali, coinvolgendo attivamente i lavoratori e i loro rappresentanti.

Esther Lynch, segretaria generale della Ces, sottolinea che l’Europa ha guidato il mondo nella protezione della sicurezza fisica sul lavoro e ora deve fare lo stesso per la salute mentale. Con l’evoluzione del mondo del lavoro, caratterizzato da intelligenza artificiale, digitalizzazione, piattaforme online e transizione verde, emergono nuovi pericoli come stress, isolamento, ansia e burnout.

Giulio Romani, segretario confederale della Ces, evidenzia come l’aumento del telelavoro e della digitalizzazione, accelerato dalla pandemia di COVID-19, abbia sfumato i confini tra lavoro e vita privata, portando a orari più lunghi e a una cultura di reperibilità continua, con gravi ripercussioni sulla salute dei lavoratori. Romani conclude affermando che se oltre 10.000 persone morissero ogni anno a causa di rischi fisici sul lavoro, la Commissione adotterebbe misure urgenti; lo stesso dovrebbe avvenire per questa “strage silenziosa”.

Redazione Torino

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