Categories: Scienza e Tecnologia

ExoMars 2020 parla torinese

La sonda europea ExoMars 2020 è già pronta, assemblata in tutte le sue componenti. Affronterà una delle esplorazioni interplanetarie più affascinanti di sempre. E’ stata realizzata da un consorzio di aziende europee, con la Thales Alenia Space Italia come primo contraente industriale dell’intero programma (con il coordinamento dell’ASI). E’ la prima missione progettata in modo specifico per cercare la presenza di vita su Marte. Una missione che parla torinese.

“ExoMars” parte da “Exobiology”, Esobiologia, la scienza che studia la presenza di vita biologica su altri corpi celesti. Nel sito Thales Alenia Space di Torino , dove la sonda è stata presentata prima del trasferimento in Francia, è stata completata l’integrazione della Landing Plaform Kazachok (integrata a Torino per Lavochkin), già contenente il modello termo-strutturale del Rover, protetto dal “contenitore-guscio” del modulo di discesa, connesso con il Modulo Carrier (fornito da OHB) . Il rover che verrà inviato su Marte, è invece in fase di completamento a Tolosa, e presto sarà “abbinato” alla sonda principale.

La sonda raggiungerà l’orbita marziana il 19 marzo 2021 attorno alle 18, in Italia. Tutto è calcolato con precisione. Il veicolo spaziale partirà a luglio 2020 da Baijkonur, in Kazakhstan, con destinazione Marte. ExoMars è un programma dell’Agenzia Spaziale Europea in cooperazione con l’Agenzia Spaziale Russa Roscosmos con il contributo della NASA. Lancio da Baikonur, in cima ad un potente razzo russo Proton, tra il 26 luglio e l’11 agosto 2020, rotta verso Marte con una traiettoria balistica diretta, separazione Modulo “Carrier” dal Modulo di Discesa, ingresso nell’atmosfera marziana e successiva discesa e atterraggio sul Pianeta Rosso del Modulo di Discesa e del suo Rover, del peso approssimativo di 2 tonnellate, il 19 marzo 2021; arrivo della piattaforma di  ammartaggio»​​​​​​ e uscita del Rover; esplorazione di una vasta area di Marte, con raccolta di campioni geologici della superficie e del sottosuolo del pianeta, prendendo e analizzando campioni del suolo fino a una profondità di 2 metri; ricerca di forme di vita presenti e passate nei campioni di terra che verranno analizzati a bordo del veicolo spaziale, studio geochimico e studio dell’atmosfera della superficie e degli ambienti del sottosuolo.

Antonio Nesci

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