Categories: Cultura e Società

Finalmente in digitale il primo demo e l’album d’esordio dei Bobby Tumultous

Dal 13 marzo 2026 su tutte le piattaforme digitali, per Blackcandy Produzioni, le prime due pubblicazioni dei Bobby Tumultous: il demo omonimo del 2002 e l’album “Be Bop or Be Dead” del 2004.

Un’operazione di digitalizzazione che rende per la prima volta disponibili in streaming due lavori finora disponibili esclusivamente in formato fisico, riportando alla luce una delle realtà rock underground dei primi anni Duemila.

“Rock, bassa fedeltà in salsa garage e melodia dosata con il contagocce: siamo lieti di condividere su tutte le piattaforme digitali il demo ed il disco dei Bobby Tumultous! Ascoltate e godete”, commenta Blackcandy Produzioni.

 

“BOBBY TUMULTOUS” (2002)

Il demo omonimo dei Bobby Tumultous registrato e pubblicato nel 2002 nasce con un obiettivo preciso: uscire dalla sala prove e portare quei brani direttamente sul palco. Nelle tracce del demotape è già evidente il DNA della band: un suono grezzo, abrasivo e istintivo, privo di sovrastrutture e costruito sull’urgenza espressiva. È il primo manifesto di un trio che vive di chilometri macinati, club sudati e volumi spinti al limite. Un esordio che fotografa l’origine di un’identità sonora destinata a consolidarsi negli anni successivi.

 

Tracklist:

True story

Bobby

She’s so fucked up

Rooster

Average

Liquor girl blues

You make me feel

Try sex

 

“BE BOP OR BE DEAD” (2004)

Dopo due anni, trascorsi macinando chilometri e palchi, con un demo consumato tra club e festival, per i Bobby Tumultous era inevitabile arrivare al primo album. Pubblicato nel 2004 per Anti-dot Records, “Be Bop or Be Dead” cattura e cristallizza l’urgenza live della band: un rock’n’roll diretto, nervoso, abrasivo, privo di compromessi. Il disco restituisce su nastro l’impatto fisico dei concerti, trasformando l’energia grezza del trio in un manifesto sonoro essenziale e viscerale.

Un lavoro che non cerca mediazioni: è puro impulso elettrico, nato dalla strada e riportato su disco senza filtri.

 

Tracklist:

Party stomp

Night out!

So so Soviet

Laudanum mood

Secret agent man

Call us the soul army

You make me feel

Liquor girl

Kinky.44

Seek destroy

Owe you nuthin’

 

BOBBY TUMULTOUS | BIOGRAFIA

Formatisi nel 2001, dall’unione di intenti musicali tra Steev Collera (guitars), Daytona Staller (guitar, vocals) ed Al Tormenta (drums) i Bobby Tumultous (a.k.a. BTS) prendono lentamente forma ispirati dal rock’n’roll, dall’acido lattico e dalla pretesa di somigliare ad un ibrido tra Jon Spencer Blues Explosion, Arab on Radar, Turbonegro, Melvins, Crass, Tito & Tarantula, The Hospitals, Peaches, Billy Cobham. Nessuna di queste influenze prenderà mai il sopravvento ed il trio, originariamente doppia chitarra e batteria, cederà alla voglia di basso solo dopo l’uscita del primo album ‘Be Bop or Be Dead’, avvenuta nel 2004 in totale autoproduzione ma a nome di Anti-dot Records. Tra sagre e Festival si perdono le memorie dei live, spesso terminati con le congratulazioni dei proprietari dei locali che però invitavano a non ripresentarsi causa danni al palco ed alla strumentazione. Dopo lo scioglimento, avvenuto nel 2007, i BTS si ritrovarono al Black Dog di Firenze, per un concerto che significò il Canto del Cigno (cignale?) per la band.

Chiara Stanzani

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