Finanziamenti per un Piemonte amico delle famiglie

La Regione vuole far diventare il Piemonte un territorio a tutti gli effetti amico delle famiglie: in questa direzione ha deciso di elargire finanziamenti e un bollino ai Comuni che sceglieranno di investire nelle politiche per la famiglia. Si tratta di una certificazione ufficiale che verrà rilasciata a seguito di uno specifico percorso, che comprende l’adozione di un Piano famiglia, cui i Comuni beneficiari potranno destinare parte delle risorse assegnate. Le richieste dovranno arrivare entro il 30 marzo. L’investimento complessivo è di 220.000 euro e il massimo finanziabile per ogni progetto è di 27.500 euro, ai quali deve aggiungersi un co-finanziamento comunale del 10%. Gli interventi previsti dovranno essere formulati e contestualizzati a partire da una attenta mappatura dei fabbisogni delle famiglie del territorio, con indicazione di massima delle aree di azione previste, con il pieno coinvolgimento delle organizzazioni di terzo settore, dell’associazionismo giovanile, nonché delle famiglie stesse assicurando particolare attenzione a quelle con figli nella fascia d’età 0-6 anni. Per favorire la tendenziale copertura di tutto il Piemonte si provvederà a finanziare almeno un progetto per ciascuna provincia, purché ammissibile, con punteggio minimo previsto e una popolazione di almeno 20.000 abitanti. Il bando

L’assessore regionale alla Famiglia Chiara Caucino rileva che “si tratta di una vera e propria pietra miliare per il sostegno ai nuclei famigliari, frutto di un lungo e attendo studio delle migliori pratiche in uso con successo nella Provincia autonoma di Trento, partendo dal presupposto che, nella mia visione e nella visione di questa Giunta, la famiglia è il cardine della nostra società e deve essere valorizzata e sostenuta con ogni mezzo possibile”.

“Investire sulla famiglia – aggiunge Caucino – significa investire sul futuro. I Comuni che otterranno la certificazione avranno grandi vantaggi in più settori: attrattività, aumento di interesse e popolazione, produttività, puntando sul welfare, invogliando le aziende ad investire. Per questo sono certa che l’iniziativa avrà successo e che potrà in futuro essere implementata con ulteriori azioni sempre orientate a sostenere i nuclei famigliari nel loro insieme, favorendo la natalità, sostenendo il ruolo delle mamme lavoratrici e istituendo azioni di welfare aziendale che permettano di conciliare la vita lavorativa senza compromettere l’unità e il funzionamento dell’antico, ma sempre più attuale, ‘focolare’ domestico”.

Antonio Nesci

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