Gli impianti dentali sono delle protesi mediche inserite nell’osso al posto dei denti mancanti, sostituendoli.
Esistono due tipologie di impianti: tradizionale e zigomatico.
Gli impianti zigomatici sono ideali, soprattutto, per i pazienti edentuli (privi di denti) che presentano un’atrofia molto accentuata. Nei casi in cui l’osso, infatti, non è sufficientemente abbondante le soluzioni a cui ricorrere sono due:
● la realizzazione di un innesto osseo che sostituisce la parte mancante del tessuto osseo sintetico
● l’impianto zigomatico.
In linea di massima, quando vi è una carenza ossea molto importante, tuttavia, è necessario ricorrere all’impianto zigomatico. La scelta dipende dalla situazione specifica del paziente per questo è importante rivolgersi a professionisti.
In generale questo impianto è utilizzato quando:
● nell’osso non vi sono basi di ancoraggio sufficienti per ricorrere ai normali impianti dentali;
● non si può ricorrere alla ricostruzione ossea attraverso le tecniche chirurgiche;
● lo spessore dell’osso è sufficiente per inserire un normale impianto;
● non vi sono le basi per una corretta osteointegrazione, ovvero l’unione tra l’osso e l’impianto dentale.
Il riassorbimento dell’osso può avvenire per molteplici cause, nello specifico per:
● Edentulia parziale o Edentulia totale che comportano un assorbimento progressivo dell’osso mascellare poiché mancano i denti e il tessuto osseo non ha più la funzione di supporto e va incontro al riassorbimento;
● Vecchiaia in quanto con l’avanzare dell’età l’osso si può riassorbire;
● Utilizzo di protesi rimovibili;
● Parodontite: la malattia provoca la distruzione del parodonto e quindi dell’osso.
Cosa significa fare un intervento di impianto zigomatico
Procedere con un intervento di impianto zigomatico significa innestare sull’osso della mascella quattro o più viti di titanio di una lunghezza compresa tra i 2 e i 5 centimetri. Successivamente si collega un’arcata dentale funzionale per restituire una completa efficienza alla masticazione.
L’implantologia zigomatica consente di evitare l’innesto dell’osso, un’operazione più complessa, oltre al prelievo del tessuto da un’altra parte del corpo e i lunghi mesi di attesa.
Il paziente prima di procedere all’intervento dovrà effettuare una serie di esami preventivi: una lastra, una rilevazione delle impronte delle arcate superiori e inferiori e una cera di masticazione. Successivamente dovrà eseguire una TAC tridimensionale con la quale sarà possibile realizzare un modello stereolitografico della struttura ossea del settore zigomatico per poi studiare gli spessori, le posizioni e le inclinazioni.
L’intervento viene eseguito in sala operatoria se è utilizzata la tecnica narcotica e in sala chirurgica se si ricorre alla sedazione del farmaco indotta.
Dopo il primo intervento al paziente verrà applicato un provvisorio che porterà per i primi tre mesi fino alla completa guarigione della parte mucosa. Infine si realizzerà il manufatto protesico definitivo con un intervento che durerà mediamente due o tre ore. Al termine della guarigione non sarà visibile alcun segno.
Le controindicazioni sono le stesse di qualsiasi forma di implantologia tradizionale. L’impianto zigomatico viene sconsigliato in caso di malattie sistemiche e neoplastiche non compensate e in chi abusa di alcol, fumo e droghe.
La vita media di un impianto zigomatico è mediamente 10/15 anni. La sua durata varia in base ai differenti fattori, prima fra tutti l’usura. Uno stile di vita corretto e una buona igiene orale possono allungare la vita alla protesi che può arrivare anche a 20 anni mentre al contrario se non si rispettano queste specifiche può dover essere sostituito prematuramente.
In ogni caso è sempre utile scegliere di affidarsi a professionisti seri che, grazie agli esami preliminari, possono identificare cause di rigetto e consigliare al paziente l’iter migliore da seguire.
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