L’Aso di Alessandria diventerà azienda ospedaliera universitaria

“Inizia il percorso per trasformare quello di Alessandria in un ospedale universitario. Abbiamo lavorato molto in questi mesi per dare forza ad un percorso che nasce d’intesa con l’Università del Piemonte orientale e la stessa azienda ospedaliera e consentirà di valorizzare questo presidio e la professionalità di chi ci lavora e ci lavorerà in futuro, perché offrirà ai giovani laureati la possibilità di esercitare l’attività clinica farà diventare il polo alessandrino sempre più attrattivo per studenti, medici, sanitari e anche per i pazienti”: il presidente del Piemonte Alberto Cirio ha commentato così il voto unanime del Consiglio regionale sull’avvio del percorso che consentirà la trasformazione dell’azienda ospedaliera SS. Antonio e Biagio e C. Arrigo di Alessandria in un’azienda ospedaliera universitaria.

Dopo aver ringraziato l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi per questo provvedimento e per il lavoro svolto, Cirio ha aggiunto che “l’Alessandrino rappresenta un’eccellenza anche in campo sanitario come dimostrano anche la richiesta già fatta al Ministero della Salute di riconoscere, per l’ospedale di Alessandria, il titolo di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico per le patologie ambientali e il piano di realizzazione del nuovo ospedale. Finalmente dopo anni di tagli, appena rialzata la testa dalla pandemia, la Regione ritorna ad investire su una sanità pubblica di eccellenza perché crede nella sua valorizzazione anche attraverso una sempre più stretta collaborazione tra cura, didattica e ricerca per il bene dei pazienti”.

“L’obiettivo strategico di questo doppio percorso – sottolinea Icardi – è garantire una fattiva integrazione tra assistenza, didattica e ricerca, per offrire ai pazienti opportunità di cura sempre migliori, con eccezionali prospettive di crescita per la sanità e il territorio non solo di Alessandria e Casale Monferrato, ma di tutto il Piemonte. Ringrazio il Consiglio regionale per aver colto fino in fondo e all’unanimità l’importanza di questa iniziativa, confidando ora nel buon esito dell’iter ministeriale per il riconoscimento di quello che sarebbe il primo Irccs a carattere pubblico del Piemonte”.

Antonio Nesci

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