L’imponente affresco seicentesco “La Crocifissione” sarà dedicato ai medici piemontesi che si sono sacrificati durante la pandemia

Martedì 27 settembre alle ore 17,30 in Via Po 18, Torino, l’imponente affresco seicentesco “La Crocifissione”, attribuito a Bartolomeo Guidobono, recentemente restaurato su iniziativa dell’Accademia di Medicina, verrà dedicato ai 22 Medici piemontesi che si sono sacrificati durante la pandemia da COVID-19, i cui nominativi saranno riportati, a futura memoria, in una targa collocata in prossimità dell’affresco. Sempre ad opera dell’Accademia di Medicina, che ha da oltre un secolo la sua sede nell’immobile di Via Po, nel 2021 vennero restaurati e ricollocati nell’androne, anch’esso  ristrutturato,  altri affreschi di Bartolomeo Guidobono, frate francescano che lasciò altre pregevoli opere pittoriche nella contigua Chiesa di San Francesco.

Il Prof. Giancarlo Isaia, Presidente dell’Accademia di Medicina, esprime “tutto il nostro  compiacimento per il completamento di un’iniziativa con la quale, accompagnata dalla ristrutturazione dello scalone di accesso al piano nobile che sarà anche dotato di un nuovo impianto di illuminazione, l’Accademia di Medicina ha inteso fornire il suo contributo per riportare all’antica bellezza un palazzo storico della Città che da molto tempo necessita di radicali interventi strutturali” e sente il dovere “di ringraziare tutte le persone, non solo Soci dell’Accademia, che con piccole o grandi somme hanno aderito alla pubblica sottoscrizione che abbiamo promosso, ma anche tutte le istituzioni, pubbliche e private, che hanno generosamente contribuito al finanziamento dell’operazione e che verranno esplicitamente ricordate in una targa esplicativa degli interventi effettuati; in particolare la Fondazione CRT, la Soprintendenza  Archeologia, Belle arti e Paesaggio del Piemonte, il F.R.A.C.H., il Rotary Club Torino e la Rete del dono”. Auspica infine che “Tutti coloro che condividono con l’Accademia la responsabilità della tutela e dell’utilizzo dell’immobile si sentano concretamente coinvolti per affrontare le necessarie ed inderogabili opere edilizie, atte a garantire la sicurezza, l’accessibilità e l’agibilità di un palazzo storico della Città, nel quale la cultura medica, e non solo, si è sviluppata nei secoli”.

Redazione Torino

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