La prima riunione del Comitato di cooperazione frontaliera italo-francese, organismo istituito dal Trattato del Quirinale, tenutasi nel Museo del Risorgimento di Torino ha offerto al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio l’occasione per evidenziare l’urgenza di interventi a favore delle infrastrutture tra Italia e Francia.
Dopo aver rilevato che l’insediamento del Comitato a Torino “è un’ulteriore conferma del ruolo centrale che il Piemonte ritorna ad avere nelle politiche nazionali e internazionali”, Cirio ha dichiarato che “le politiche di sviluppo passano attraverso le infrastrutture, ed oggi più che mai stiamo vivendo la fragilità del sistema infrastrutturale con la Francia. Lo dimostrano la concomitanza dei lavori sul Bianco, la frana sul tratto del Frejus, che ancora impedisce il passaggio del traffico ferroviario, il passante sul Barcellonet che di notte è chiuso per la messa in sicurezza, i lavori del Tenda, che permetteranno di avere la strada nuova nel 2024. Ecco perché noi oggi più che mai con forza chiediamo il raddoppio del Monte Bianco, ma la decisione va presa con gli amici francesi, ma ancora di più chiediamo il ripristino della tratta ferroviaria del Frejus, perché non è accettabile immaginare che 36mila tir che ogni anno utilizzano quella tratta ferroviaria devono o essere inibiti al passaggio o dover passare su gomma. Questo vuol dire creare un danno economico enorme, oltre all’inquinamento ambientale”.
A presiedere la riunione sono stati il vicepremier italiano Antonio Tajani e il ministro dell’Europa e degli Affari esteri francese Catherine Colonna. Al termine Tajani ha riferito che “non ci è stata comunicata alcuna data sulla riapertura del Frejus, ci auguriamo che da parte francese si possa concludere in fretta il lavoro per permettere che sia di nuovo operativo il tunnel”, che “siamo a lavoro sul Monte Bianco con la proposta di avere una seconda canna, fondamentale per permettere un maggior utilizzo del trasporto su gomma, da aggiungersi a quello su ferro attraverso la Torino-Lione. Non credo che dall’altra parte non cisia sensibilità, magari possono esserci visioni diverse sul trasporto su ferro e gomma, privilegiando l’una sull’altro, ma dobbiamo procedere di pari passo”. Infine, il vicepremier ha sottolineato che “è importante per noi che il traforo del Monte Bianco rimanga aperto durante le vacanze di Natale per la stagione turistica, che non può subire contraccolpi negativi per la chiusura contemporanea del Bianco e del Frejus”. Il ministro Colonna ha garantito che “l’obiettivo è trattare questioni transfrontaliere con uno spirito positivo, per trovare insieme soluzioni alle questioni che si pongono. Se tutto andrà bene potremo tirare un piccolo bilancio tra qualche mese”. Annunciata l’istituzione di un osservatorio che possa riunirsi anche in maniera meno formale per valutare le soluzioni dei singoli problemi sollevati dalle varie parti.
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