Nuovi sviluppi per il Centro Storico Fiat: un polo culturale e di ricerca a Torino

Durante la seduta della Quinta Commissione, presieduta da Lorenza Patriarca (PD), è intervenuta Lorenza Bravetta, direttrice del Mauto – Museo nazionale dell’Automobile di Torino, che ha recentemente assunto la gestione del Centro Storico Fiat, situato in via Chiabrera 20, all’interno di un edificio liberty di grande valore storico e architettonico. Questo spazio, che ospita le prime Officine Fiat, è vincolato come monumento e rappresenta una parte fondamentale della storia industriale della città.

Il Centro Storico Fiat accoglie una vasta collezione di mezzi storici, tra cui il trattore Fiat 702, l’autocarro 18BL e l’aereo G91, nonché un archivio di quasi 10.000 metri lineari di documentazione, fotografie, materiali grafici e documenti di vario tipo. Questo patrimonio rappresenta una risorsa unica, e la direttrice Bravetta ha spiegato come l’obiettivo sia quello di valorizzarlo e trasformarlo in un punto di riferimento per la cultura e la ricerca.

“Abbiamo colto l’opportunità di allargare le nostre attività – ha dichiarato Lorenza Bravetta – e abbiamo siglato un accordo quinquennale con il Gruppo Stellantis, con verifiche annuali, basato su un business plan che prevede il raggiungimento di una serie di obiettivi”. L’accordo è stato pensato per incrementare le attività del Centro, che includeranno mostre, incontri con il pubblico, seminari e attività educative per le scuole. Inoltre, è in corso un lavoro di censimento e digitalizzazione del patrimonio documentale, in collaborazione con Archivi di Stato e la Scuola di Archivistica.

Un altro aspetto rilevante riguarda le esposizioni. Ogni anno sono previste almeno due mostre, pensate per valorizzare l’archivio e renderlo accessibile al pubblico. La prima mostra, intitolata Memoria e conflitti, è già in corso, mentre la seconda, prevista per l’autunno, sarà dedicata agli ex allievi della Fiat, con la collaborazione di Nicola Annunziata. La Scuola Holden sarà coinvolta per raccontare le storie contenute negli archivi, un’iniziativa che si prevede arricchirà l’offerta culturale del Centro.

Per migliorare l’esperienza dei visitatori, è stato recentemente aperto un bookshop, gestito da Skira, e si sta valutando l’apertura di una caffetteria in collaborazione con Vergnano. Inoltre, è in fase di valutazione l’ipotesi di creare un’aula studio per gli studenti liceali, un’iniziativa che potrebbe fare del Centro Storico Fiat anche un luogo di formazione.

Durante il dibattito in Commissione, Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) ha chiesto ulteriori dettagli sulle prospettive future del Centro e sulla possibilità di collaborazioni con eventi di rilevanza internazionale, come le Nitto ATP Finals. Amalia Santiangeli (PD) ha posto domande riguardo i locali, l’archivio e la biblioteca, mentre Caterina Greco (PD) ha richiesto informazioni sulla comunicazione, la promozione e i collegamenti con i mezzi pubblici.

Enzo Liardo (Fratelli d’Italia) ha espresso dispiacere per il fatto che il Museo dell’Automobile non porti più il nome di Giovanni Agnelli, ma quello di Biscaretti di Ruffia.

Infine, la presidente Lorenza Patriarca ha sottolineato l’importanza di coinvolgere gli ex allievi Fiat, figure che hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia dell’azienda e della città di Torino. Nella sua replica, Lorenza Bravetta ha messo in evidenza alcune criticità, come quelle relative ai trasporti e ai parcheggi, con frequenti atti di vandalismo ai danni delle auto parcheggiate. Per migliorare l’accessibilità, è stato chiesto a Gtt di creare una fermata dell’autobus dedicata e di segnalare il Museo alla stazione della metro Lingotto.

Antonio Nesci

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