Perchè i torinesi chiedono un consulto di cartomanzia

Tanti torinesi ogni giorno richiedono un consulto di cartomanzia. Si rivolgono ai cartomanti per farsi predire il futuro. Si tratta di un numerose crescente di persone che crede nelle pratiche divinatorie. Tanti torinesi e non solo chiedono un consulto di cartomanzia perchè sono attratti dall’alone di fascino e di mistero che ruota attorno ai professionisti dell’occulto. La tecnica più usata è la lettura delle carte.

Chi si rivolge ai cartomanti per un consulto di cartomanzia sceglie di affidarsi al cartomante, si sente rilassato e fiducioso. Difficilmente chi è scettico chiede un consulto. La lettura dei tarocchi mediante un veggente è nei fatti una connessione con l’universo che ci circonda e pertanto serve che anche il consultante sia predisposto a stabilire il legame.

Una consulenza di cartomanzia viene chiesta per avere risposte. Quindi il consultante pone al cartomante domande concise e specifiche. Oggi la maggior parte delle consulenze di cartomanzia avviene per via telefonica. Infatti la tradizionale cartomanzia è sempre meno diffusa. L’utente, attraverso il web, concorda soprattutto appuntamento telefonico per consultarsi in particolare su temi di lavoro, di amicizia, di amore, di fortuna.

I tarocchi sono soggetti all’interpretazione del cartomante. I torinesi che chiedono un consulto di cartomanzia si affidano soprattutto ad una persona esperta. Cartomante e consultante entrano in sintonia così che i problemi siano esposti liberamente durante la pratica di divinazione.

Quando inizia il consulto di cartomanzia, il consultante interroga il veggente. In base base alla domanda, il cartomante opta per il metodo di stesura più idoneo. In caso di domande molto specifiche viene impiegata la croce di Sant’Andrea. La persona divinatrice richiede al consultante il totale abbandono di altri pensieri. Il cartomante chiede di fare un cenno quando fermare il mescolamento delle carte. Quindi forma tre mazzetti di carte da quello originale e ne lascia scegliere uno alla persona che l’ha interrogata. I mazzetti vengono indicati con i numeri uno, due e tre. Il sensitivo posiziona le carte e inizia la loro interpretazione. Si tratta di rituali che spesso sono presenti in diversi scene dei film e che quindi sono noti anche a chi non si rivolge ai cartomanti.

Non è possibile stabilire se la lettura dei tarocchi abbia un fondo di verità. Chi si rivolge ai cartomanti crede nella divinazione e in chi la pratica. Diverse persone affermano di sentirsi più sicure ed appagate dopo i consulti. Per molti torinesi la consultazione delle carte è quasi paragonabile ad un supporto psicologico. Questa pratica da molti è ritenuta utile, interessante ed affascinante.

Antonio Nesci

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