Il Comune di Torino ha intitolato quattro vie a quattro donne che hanno segnato la storia della città, ma anche del Paese: Teresa Mattei, Lidia Menapace, Ernestina Prola e Aida Ribero. Alla cerimonia ha partecipato, in rappresentanza della Città, il consigliere comunale Pierino Crema (PD). Ha aperto la cerimonia Francesca Troise, presidente della Circoscrizione 3 di Torino, territorio che ospita le 4 vie (negli interni di strada della Pronda 69). Francesca Troise si è detta orgogliosa di poter dare visibilità alle donne sul territorio, dando loro spazio nei luoghi pubblici. “Donne libere, a cui dobbiamo molto – ha detto – che hanno migliorato la società, per un futuro migliore per tutti e tutte”.
Nino Boeti, presidente Anpi provinciale di Torino ha quindi tracciato un ricordo di Lidia Menapace e Teresa Mattei.
Lidia Menapace, giovanissima aderì alla Resistenza come staffetta e rivendicò sempre con orgoglio il ruolo delle donne: “Senza di loro, non ci sarebbe stata la Resistenza” – affermava. Fu consigliera e assessora a Bolzano per la Dc e fondò il Movimento Cristiani per il Socialismo, per poi aderire a Rifondazione Comunista, con cui venne eletta senatrice. Fu tra le fondatrici del quotidiano Il Manifesto.
Teresa Mattei partecipò a Firenze alla guerra di Liberazione e fu anche incarcerata. Eletta nel 1946 nell’Assemblea Costituente per il Partito Comunista, fece inserire nell’articolo 3 della Costituzione la parole “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Individuò la mimosa, fiore semplice dei nostri campi, come simbolo della Giornata della Donna.
A ricordare Ernestina Prola è stata Anna Joannas, consigliera del Comune di Exilles.
Ernestina Prola fu un’innovatrice. Il 5 giugno 1907, a 31 anni, fu la prima donna italiana a conseguire la licenza di guida automobilistica. Era appassionata di motori, lavorò anche in Fiat e fu pilota di auto sportive e motorista di aviazione. Amava la vita attiva e gareggiò in molte discipline sportive.
Daniela Finocchi, ideatrice e responsabile del concorso letterario nazionale Lingua Madre ha poi elogiato la figura di Aida Ribero.
Aida Ribero era una donna di vivace intelligenza e grande modernità – ha spiegato – che da giovane fu staffetta partigiana. Aderì all’Udi e al Partito Comunista. Indomita pensatrice, saggista e collaboratrice per diversi quotidiani, fu presidente del Centro studi e documentazione sul pensiero femminile e tra le fondatrici del Telefono Rosa e del Coordinamento contro la violenza.
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