Categories: Cultura e Società

Se può spaventare denunciare un illecito

In occasione delle Giornate della Legalità di quest’anno, la Città aveva individuato la Circoscrizione 3 per sperimentare un progetto partecipato sul tema della #legalità: un questionario sulla percezione dei comportamenti illeciti o di tutte quelle situazioni al confine fra regolarità e illegalità. Un modo per valutare l’opportunità di allestire un servizio destinato a favorire l’emersione e la denuncia di condotte illecite e, nello stesso temo, a sviluppare la prevenzione della commissione di illeciti. I risultati di quell’inchiesta, resi pubblici recentemente, sono stati analizzati questa mattina nel corso di una riunione della commissione Legalità. Per analizzare i risultati, il presidente Luca Pidello ha invitato Davide Mattiello, collaboratore di Avviso Pubblico.

Enti locali e Regioni contro mafie e corruzione, che ha accennato brevemente ad alcuni aspetti della ricerca. Innanzitutto come sia particolarmente significativo che oltre il 64% dei circa 150 intervistati, abbia affermato la propria difficoltà a formulare una eventuale denuncia. Sui motivi di questa difficoltà, le risposte fanno riferimento specifico alla paura: quella di subire una eventuale ritorsione delle persone denunciate e quella di doversi confrontare con la burocrazia in fase di denuncia. Per superare l’ostacolo rappresentato da questa doppia paura, l’80% degli intervistati dichiara che troverebbe utile l’istituzione di un servizio pubblico di accompagnamento.

Fra le caratteristiche di questo sportello di ascolto ci dovrebbero essere la possibilità di accedervi attraverso un numero telefonico dedicato e la capacità dell’ufficio di fornire indicazioni pratiche anche di natura legale a chi si dovesse trovare nelle condizioni di richiedere assistenza. Non dovrebbe poi mancare una campagna di comunicazione per la sensibilizzazione sul tema. Un ultimo dato particolarmente significativo riguarda il 70% degli intervistati che non conoscono le regole di “ingaggio” dei canali pubblici già attivati dalla Città per raccogliere segnalazioni di illeciti, in modo riservato e tutelando le fonti delle segnalazioni.

Antonio Nesci

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