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Sindrome da burnout: cosa è, sintomi e terapia

Sindrome del Burnout: è uno stato di affaticamento o frustrazione psicologica dovuto ad un forte stress. la causa principale è lo stress cronico malgestito sul posto di lavoro o in qualsiasi contesto sociale. Nel 1930, la sindrome compariva negli atleti che dovevano superare i propri risultati. Il termine si usa di nuovo nel 1975.

Chi soffre di questa sindrome ha la sensazione di perdere le energie. La psiche si difende allontanandosi dal proprio lavoro, con ripercussioni negative sul rendimento. I sintomi più frequenti sono: stanchezza, apatia, nervosismo, irrequietezza, insonnia, alla rabbia, aggressività, negativismo, depressione, senso di colpa, ulcere, cefalee, disturbi cardiovascolari.

La sindrome è rientrata anche nei disturbi evidenziati dall’OMS nell’ICD-11. Come si guarisce da questa sindrome? Il CoVid-19 l’ha in qualche modo diffusa?

Abbiamo chiesto un parere ad uno psicoanalista a Milano: in questa città si registrano infatti parecchi casi di questa sindrome.

Sindrome da burnout cosa è

Il termine “Burnout” deriva dall’inglese: “to burn out” vuol dire esaurirsi o bruciarsi. Infatti, la sindrome colpisce sul piano emotivo, fisico e mentale. Non si riesce a lavorare bene e si soffre di esaurimento cronico. Può valere, però, anche nella vita privata.

Tuttavia questo disagio non si limita alla sfera professionale, ma si estende in molti casi anche alla vita privata, perché è un fenomeno complesso che si manifesta diversamente da persona a persona. Con il CoVid-19, la sindrome ha colpito medici, sanitari, operatori dell’emergenza e professionisti nelle relazioni di aiuto.

Gli orari e le condizioni di lavoro, il non poter elaborare il lutto ed esserci anche con le proprie emozioni, mantenendo però la professionalità, ha messo a dura prova anche chi cura. In più, si ha paura anche per chi si lascia a casa e per la responsabilità nelle varie fasi anche fuori dal lavoro (magari uscendo dall’ospedale).

I sintomi del Burnout

I sintomi della sindrome da Burnout sono:

  • Mal di testa.
  • Stanchezza.
  • Disturbi del sonno.
  • Tensioni.
  • Disturbi gastrointestinali.
  • Tachicardia.
  • Calo della fiducia in sé stessi.
  • Vuoto interiore.
  • Maggiore vulnerabilità in caso di delusioni o perdite.
  • Soddisfazione sempre minore sul lavoro.
  • Elevata sensibilità allo stress.
  • Depressione (malumore, infelicità, mancanza di interesse ecc.).

All’inizio, la sindrome costringe a fare di tutto professionalmente. Poi, però, spossatezza, irritabilità e irrequietezza, accanto a una stanchezza cronica, si fanno sentire. Alla fine, ci si sente rassegnati e privi di forze.

Per prevenire il burnout, è necessario saper dire di “no” e riuscire a mantenere un buon equilibrio con se stessi. Fare attività fisica, avere maggiore flessibilità e sapersi gestire è il modo migliore per prevenire la sindrome, anche se non sempre è possibile farlo.

Come curare il burnout

La sindrome del burnout si cura in modo diverso caso per caso. Prima si riconoscono i sintomi, più è efficace la terapia psicoanalitica modulata. Chi soffre della sindrome tende a sottovalutare i sintomi o a pensare di non averla. Quindi, la prima parte del percorso è accettare i sintomi e riconoscerli.

Anche dal punto di vista lavorativo, serve una mano. Chi ha la sindrome deve avere il tempo di riprendersi. Così, si potrà favorire un corretto reinserimento lavorativo. Il percorso non è immediato, ma è efficace. Infatti, si devono cambiare le abitudini e i modi di pensare e di intendere il lavoro o la situazione.

Anche le tecniche di rilassamento, se ben gestite, sono importanti per stabilire un nuovo equilibrio con se stessi. Per questo, lo specialista utilizza terapie di gruppo e comportamentali, nonchè la psicoanalisi in casi specifici. Solo in rarissimi casi, la sindrome prevede vere e proprie cure psichiatriche in cliniche specializzate.

Se i sintomi sono davvero gravi, allora si prescrive anche una terapia farmacologica, in grado di aiutare la persona affetta dalla sindrome di burnout accanto alle terapie psicologiche. Il disturbo è più diffuso di quanto si pensi, ma le terapie ci sono e gli specialisti sono pronti ad aiutare chi sta vivendo sulla propria pelle questa patologia.

Leggi anche l’articolo: Dolori articolari sempre più diffusi: come intervenire.

Redattore Uno Sguardo su Torino

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