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Torino celebra la Mole Antonelliana: 137 anni dal simbolo della città, tra visione e storia

Il 10 aprile 1889 segna una data fondamentale per l’identità architettonica e culturale di Torino: in quel giorno veniva infatti inaugurata la Mole Antonelliana, destinata a diventare nel tempo il monumento più riconoscibile della città e uno dei simboli assoluti dell’Italia.

Dietro la sua imponente silhouette si cela una storia complessa, fatta di ambizioni visionarie, cambi di destinazione d’uso e sfide ingegneristiche che hanno attraversato quasi tre decenni.

Il progetto nasce nel 1862, quando l’Università Israelitica torinese commissiona all’architetto Alessandro Antonelli la realizzazione di una sinagoga. L’obiettivo era quello di celebrare la piena parità di diritti concessa agli ebrei dopo lo Statuto Albertino del 1848, in un momento storico in cui Torino viveva una fase di trasformazione sociale e politica.

Fin dai primi disegni, però, Antonelli imprime al progetto la sua cifra stilistica inconfondibile: un’ossessione per la verticalità e per le proporzioni audaci. Il terreno destinato alla costruzione, piccolo e vincolato, non limita la sua ambizione, che anzi si traduce in continue revisioni e in un progressivo innalzamento dell’edificio. Nel 1867 il progetto assume ormai dimensioni straordinarie, con un’altezza prevista che raggiunge i 112 metri, un traguardo eccezionale per l’epoca.

Le difficoltà tecniche ed economiche non tardano ad arrivare. La complessità dell’opera e i costi sempre più elevati spingono l’Università Israelitica a rinunciare al progetto, che viene così ceduto al Comune di Torino nel 1877. L’amministrazione cittadina immagina allora una nuova destinazione: trasformare l’edificio in un mausoleo dedicato a Vittorio Emanuele II.

Nel frattempo, la costruzione prosegue tra ostacoli e innovazioni strutturali. Viene completata la caratteristica guglia, elemento destinato a diventare iconico, mentre la struttura dimostra una sorprendente resistenza anche a eventi naturali significativi: nel 1887 l’edificio sopravvive a un forte terremoto, confermando la solidità dell’impianto progettuale.

La Mole viene ufficialmente inaugurata il 10 aprile 1889, pochi mesi dopo la morte del suo ideatore, Alessandro Antonelli, che non poté mai vedere completata la sua opera più ambiziosa. Sulla sommità viene collocata la celebre figura del Genio alato, simbolo protettivo della città, che contribuisce a consolidare il valore identitario dell’edificio.

Da allora la Mole Antonelliana ha attraversato epoche diverse, trasformandosi da progetto architettonico controverso a icona culturale e paesaggistica. Oggi rappresenta non solo il profilo inconfondibile dello skyline torinese, ma anche la testimonianza concreta di una visione architettonica estrema, capace di sfidare i limiti tecnici del suo tempo.

A distanza di 137 anni dall’inaugurazione, la sua storia continua a raccontare il dialogo tra ambizione, innovazione e identità urbana, rendendola uno dei simboli più potenti dell’Italia contemporanea.

Antonio Nesci

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