Torino ha il suo Piano Forestale Aziendale

La Giunta Appendino ha approvato una delibera proposta dall’assessore al Verde Alberto Unia con la quale si dispone l’adozione del Piano Forestale Aziendale, strumento tecnico-operativo per la valorizzazione e la gestione sostenibile del patrimonio boschivo collinare di proprietà comunale per i prossimi 15 anni. Torino è la prima grande città italiana ad adottare questo strumento senza finalità produttive, un atto fondamentale anche per dare sviluppo alle progettualità del Recovery Fund – e in particolare del programma React – che potranno dare accesso a fondi straordinari per la valorizzazione della collina e della foresta urbana torinese.

“Da diversi decenni i boschi collinari torinesi versavano in uno stato di impoverimento, risentendo di una carenza di programmazione e investimento – ha dichiarato l’assessore Unia -. Con il Piano si dà il via al loro risanamento per la piena fruizione da parte della cittadinanza e la massimizzazione della produttività ecosistemica di questo ricco patrimonio, facendo leva anche su nuove forme di collaborazione pubblico-private”.

Le aree boschive di proprietà della Città sono 2.660.000 mq (con circa 177 mila alberi) nel territorio comunale e 736.400 mq (con circa 53mila alberi) nel territorio del comune di Val della Torre. Nelle zone collinari svolgono una funzione fondamentale di regolazione idrica, sequestro e stoccaggio di carbonio, conservazione del suolo e della biodiversità, oltre ad essere una risorsa ricreativa unica. Apportano inoltre preziosi servizi ecosistemici all’intero ambiente urbano, con benefici stimabili in 20 milioni di euro.

I vantaggi attesi con l’adozione del Piano – redatto seguendo le linee e indicazioni tecnico-metodologiche fornite dalla Regione Piemonte, che dovrà formalmente approvarlo – sono molteplici. Nell’illustrare le caratteristiche e le potenzialità del patrimonio boschivo collinare il documento è prima di tutto uno strumento di divulgazione e condivisione prezioso per la cittadinanza e per i portatori di interesse. Consentirà quindi di aumentare la consapevolezza del valore degli alberi e dei boschi, innescando un circolo virtuoso di rispetto e tutela dei boschi collinari.

Il Piano offre inoltre la possibilità di programmare con certezza le risorse necessarie alla gestione ottimale, sostenibile e certificata del patrimonio boschivo: questa pianificazione posizionerà Torino in modo avanzato rispetto l’imminente stagione di finanziamenti europei incentrati sulla transizione ecologica, attraendo risorse per interventi di manutenzione e gestione.

Infine il Piano rappresenta uno strumento innovativo per la costruzione di partnership con soggetti privati interessati a investire nella valorizzazione della collina torinese attraverso investimenti rendicontati e certificati: la Città ha infatti avviato il percorso di certificazione del Piano secondo i criteri del Forest Stewardship Council (FSC), l’unico sistema attualmente disponibile per la certificazione dei servizi ecosistemici generati dai boschi urbani.

Antonio Nesci

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