Categories: Scienza e Tecnologia

Trasferimento di organi e materiale biologico tra ospedali usando i droni

Si chiama Indoor : usINg Drones fOr Organ tRansplantation. È il progetto che punta al trasferimento di organi e materiale biologico tra strutture ospedaliere in Piemonte. L’intento è di preservare l’ottima qualità e conservazione dei materiali, riducendo tempi e costi di trasporto.

Già a partire dal prossimo autunno la Fondazione Dot (Donazione organi e trapianti), con la collaborazione del Politecnico di Torino, Università di Torino e Città della Salute, sperimenterà il primo trasporto di materiale biologico dal Centro Traumatologico Ortopedico (Cto) al Centro Genetica delle Molinette. Le due strutture distano poco più di 1 km ma il percorso che aspetta l’aeromobile a pilotaggio remoto non è “comodo”.

La priorità del progetto è di contribuire al miglioramento della gestione logistica della medicina dei trapianti perché “il tempismo è fondamentale. I trasferimenti di organi oggi sono su gomma se la percorrenza non supera le due ore, ma in casi di emergenza si prediligono l’alta velocità, l’elicottero o l’aereo. Ad una temperatura controllata di quattro gradi Celsius un rene prelevato può essere conservato fino a 24 ore, mentre un cuore fino a circa 3,5 ore.

Entro la fine dell’anno sarà completato non solo il test tra Molinette e C.T.O., ma anche quello tra Molinette e Ospedale San Giovanni Bosco di Torino. Nella seconda situazione ci sono 8 km da coprire. L’obiettivo è con i droni percorrere 100 km e quindi coprire gli ospedali piemontesi.

L’intero progetto vede coinvolti il Centro nazionale trapianti (Cnt), il Centro Regionale Trapianti (Crt), l’Aou Città della Salute, il Politecnico di Torino e l’Università degli Studi di Torino, Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), il PIC4SeR (PoliTo Interdepartmental Center for Service Robotics), la società ProS3 specializzata nella progettazione di sistemi aerei a pilotaggio remoto e Mavtech, società specializzata in sorveglianza aerea e supporto operativo ad applicazioni civili. La parte ingegneristica sarà sviluppata grazie ad una borsa di studio bandita dalla Fondazione Dot, a cui si prevede ne possano seguire altre da parte dell’università di Torino e del Politecnico.

Antonio Nesci

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