Categories: Economia e Finanza

Tutte le novità per chi decide di ritornare a lavorare e vivere in Italia

Il decreto legislativo sulla fiscalità internazionale, di attuazione della delega fiscale, approvato in via definitiva dal consiglio dei ministri prevede importanti novità rispetto alla versione iniziale che era circolata mettendo in subbuglio la comunità degli expat. Il provvedimento rende più stringenti i vantaggi per coloro che rientrano in Italia: la riduzione della tassazione del 50%, entro un limite di reddito agevolabile pari a 600 mila euro, per i lavoratori con requisiti di elevata qualificazione o specializzazione. Il nuovo regime sarà applicato a coloro che trasferiscono la residenza fiscale in Italia nel 2024.

Le nuove regole stabiliscono che i lavoratori possano beneficiare degli sgravi per cinque anni solo se non sono stati fiscalmente residenti in Italia nei tre periodi d’imposta precedenti il trasferimento (e non più due). Si devono inoltre impegnare a risiedere fiscalmente in Italia per almeno cinque anni. I lavoratori che rientrano con un trasferimento infragruppo avranno diritto ai benefici fiscali qualora il periodo di permanenza all’estero sia pari a sei periodi d’imposta nel caso in cui non siano stati in precedenza impiegati in Italia dal medesimo gruppo. Il requisito sale a sette periodi d’imposta per coloro che, prima del trasferimento all’estero, sono stati invece impiegati in Italia dallo stesso datore di lavoro o da un datore di lavoro appartenente allo stesso gruppo.

Chi ritorna in Italia con almeno un figlio minore a carico avrà un’agevolazione rafforzata che sale al 60% dal 50% previsto per gli altri. Lo stesso incremento dell’agevolazione si applica anche a coloro che diventeranno genitori o che adotteranno un minore durante il periodo di fruizione del regime di rimpatrio. Il nuovo regime, a differenza di quello in vigore attualmente, non prevede la proroga quinquennale qualora si diventasse genitori o si acquistasse un immobile di tipo residenziale. Ma, coloro che trasferiranno la residenza anagrafica nel 2024 potranno beneficiare del regime per tre ulteriori periodi d’imposta nel caso in cui siano divenuti proprietari entro lo scorso anno e, comunque, nei 12 mesi precedenti al trasferimento, di un’unità immobiliare di tipo residenziale adibita ad abitazione principale in Italia.

Antonio Nesci

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