Un centro per disabili nella villa della ‘ndrangheta di San Giusto Canavese

La villa di San Giusto Canavese confiscata al narcotrafficante Nicola Assisi è stata assegnata dalla Città metropolitana di Torino alla cooperativa Progest, che la trasformerà in un centro per lo svolgimento di attività a favore delle persone diversamente abili.

Alla consegna simbolica delle chiavi hanno partecipato il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, collegata in videoconferenza, il direttore dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati alla criminalità organizzata Bruno Corda, il prefetto di Torino Claudio Palomba, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, la sindaca metropolitana Chiara Appendino, la sindaca di San Giusto Canavese Giosi Boggio e il presidente nazionale di Libera don Luigi Ciotti.

Nel suo intervento il ministro Lamorgese ha dichiarato che “riappropriarsi delle ricchezze illecitamente accumulate dalla criminalità organizzata è un segnale credibile di presenza dello Stato sul territorio. A San Giusto ci sono stati anche atti intimidatori per ostacolare l’azione e la presenza dello Stato. Ora poniamo un tassello fondamentale in una più generale strategia nazionale a sostegno dello sviluppo e della legalità”.

“Qui a San Giusto riceviamo un’iniezione di legalità – ha affermato il presidente Cirio – E’ un vaccino importante come quello contro il Covid. Ci sono anticorpi viventi come il procuratore Caselli o don Ciotti, ma abbiamo bisogno anche di esempi fisici. Ecco perché una villa realizzata con i soldi della droga, in barba allo Stato, oggi torna alla cittadinanza in aiuto ai più deboli”. Per quanto riguarda il futuro il presidente ha sostenuto che “stiamo vivendo una stagione che ci porterà a far ripartire il Paese. Arriveranno risorse, e la malavita cercherà di infiltrarsi. Servono anticorpi come quelli messi in campo qui a San Giusto per capire dove si insinua e avere la forza di reagire”.

Il prefetto Palomba ha parlato di “giornata storica, perchè il 7 marzo di 25 anni fa veniva introdotta la legge 109 sui beni confiscati alla mafia. Restituire oggi un bene che era di un narcotrafficante è il segnale migliore che si possa dare ai cittadini per una rinnovata fiducia verso le istituzioni”.

Antonio Nesci

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