Nel 1829 la comunità gentilizia di Urbino ritenne che era necessario creare un nuovo teatro “primo ed essenziale ornamento di ogni culta città” in sostituzione del Teatro dei Pascolini all’interno del palazzo Ducale, che rimase attivo fino al 1848. Nel 1840 l’architetto Vincenzo Ghinelli presenta il proprio progetto che inserisce la costruzione del teatro in un articolato piano urbanistico comprendente il Portico di Corso Garibaldi, l’esedra “amplificazione semicircolare di maggior comodo per la voltata delle carrozze” e la sistemazione a giardino pubblico della ripida scarpata del Pincio. La facciata, realizzata in mattoni, è divisa in due ordini da un’alta fascia. La parte inferiore è decorata de sei semicolonne doriche, la parte superiore da finestroni a lunetta e da due sfingi in pietra. I due sipari storici, dipinti da Francesco Serafini nel 1850-’51, rappresentano rispettivamente uno scorcio del Duomo e del Palazzo Ducale e La gloria di Urbino, ideale convegno di personaggi illustri della Città. Il teatro venne poi inaugurato nel 1853 con la rappresentazione del Rigoletto e del Trovatore di Giuseppe Verdi. Trascorsi gli anni l’edificio negli anni ’70 presentava la necessità di un restauro che venne affidato dalla pubblica amministrazione all’architetto genovese Giancarlo De Carlo. L’atrio manifesta l’idea di De Carlo del teatro come “spazio urbano”. Dilatato in altezza con una sequenza di balconate di diversa forma, è dotato di poche calibrate aperture, un oblò, un lucernario nel soffitto, le finestre semicircolari neoclassiche, che stabiliscono sottili relazioni con il portico e i Torricini. Nel 1982 dopo un trentennio di inattività il 15 novembre venne riaperto il teatro. Le manifestazioni inaugurali furono dedicate alla figura di Edipo.
Fonte: turismo.marche.it
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