Gender City manager, per uno sguardo di genere a Torino

Istituito dalla Città di Torino – prima in Italia – nel luglio 2021, il Gender City manager torinese – rappresentato non da una persona fisica, ma dal Cirsde (Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne e di Genere dell’Università di Torino) – è stato audito dalla Commissione Diritti e pari opportunità, presieduta da Elena Apollonio (Lista Civica per Torino). La direttrice del Cirsde Beatrice Manetti ha spiegato che il Cirsde, per la molteplicità delle competenze e in virtù della sua multidisciplinarità, può offrire un utile servizio alla Città, per un ruolo complesso che era difficile incarnare in una sola persona.

L’obiettivo del lavoro del Gender City manager – ha continuato – è portare un valore aggiunto alle politiche e agli eventi della Città, offrendo una prospettiva di genere. Ciò vale per ogni iniziativa: da una riqualificazione urbana ai percorsi di formazione o allo sviluppo di asili per conciliare lavoro e vita privata.

La presidente del Cirsde Norma De Piccoli ha spiegato che verrà avviato un Tavolo per lavorare in maniera partecipata, coinvolgendo anche le associazioni del territorio, per predisporre per ogni iniziativa una scheda Vige (Valutazione Impatto di Genere), che – ha chiarito – non va considerato l’ennesimo onere burocratico, ma uno stimolo per riflettere. La Vige andrebbe quindi fatta anche prima della realizzazione di eventi o della predisposizione di documenti, per favore l’eguaglianza dei diritti e il rispetto delle differenze. La presidente Elena Apollonio ha ringraziato le ospiti per il lavoro che stanno svolgendo, in linea con la mozione recentemente adottata dal Consiglio Comunale per l’adozione di un bilancio di genere.

Occorre ripensare il modello delle Istituzioni, con una contaminazione con enti come il Cirsde, secondo l’assessore al Welfare Jacopo Rosatelli: il Comune non è più un organismo separato, ma deve aprirsi alla partecipazione di altre istituzioni, associazioni e centri di ricerca, in maniera democratica. Ha quindi ribadito l’importanza della redazione di schede per valutare l’impatto di genere nelle politiche cittadine. Nel dibattito in Commissione, la consigliera Lorenza Patriarca (PD) ha sottolineato la ricchezza di risorse che può offrire il Cirsde, Tiziana Ciampolini (Torino Domani) l’importanza di guardare le politiche urbane con gli occhi delle donne, in maniera trasversale.

Per Ivana Garione (Moderati) l’apertura del Comune di Torino verso soggetti esterni è un valore aggiunto che potrà dare interessanti spunti di lavoro all’Amministrazione. È un utile strumento per informare e sensibilizzare cittadine e cittadini sulle politiche urbane di genere – ha aggiunto Anna Maria Borasi (PD). Sarebbe utile istituire anche un Family city manager, secondo Paola Ambrogio (Fratelli d’Italia).

Antonio Nesci

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