La Regione Piemonte tutela la nocciola di qualità

Valorizzare e modernizzare una realtà in forte crescita come la produzione di eccellenza della nocciola tonda e gentile, considerata tra le varietà migliori al mondo e prodotta da 9.000 aziende su 26.000 ettari, è il risultato che la Regione intende conseguire con “Nocciola di qualità”.

Si tratta di un progetto attivato un gruppo di ricerca composto dal Settore Fitosanitario regionale, Fondazione Agrion, DISAFA – Università di Torino e Agroinnova, che si svilupperà in quattro anni coinvolgendo l’intera filiera della corilicoltura e fronteggiare le maggiori criticità dovute ai danni da cimice asiatica, all’avariato sui frutti, alle problematiche che caratterizzano la cascola pre-raccolta.

La presentazione è avvenuta nella sede di Asti dell’Università del Piemonte orientale, alla presenza del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, dell’assessore all’Agricoltura Marco Protopapa, e dei presidenti di Fondazione Agrion Giacomo Ballari e Unioncamere Piemonte Gian Paolo Coscia.

Come ha affermato Cirio “l’obiettivo è lavorare insieme a un progetto che ha tre parole d’ordine: qualità, sostenibilità e continuità. Garantire la qualità significa ad esempio difendere la nostra nocciola dalla cimice asiatica o dalla cascola. Ma anche riconoscere che la sostenibilità deve essere sia ambientale che etica, cioè rispetto per l’ambiente ma anche di chi lavora in agricoltura garantendone i diritti e il giusto compenso. E poi la continuità: serve un prodotto costante perché i danni dovuti alle calamità naturali sono sempre più frequenti e circoscritti a specifiche aree ed è fondamentale che i nostri contadini possano essere rimborsati. Per questo servono condizioni assicurative che incentivino e mettano nella condizione i nostri produttori di assicurare le proprie nocciole. Un percorso che punta a rendere la nocciola del Piemonte un grande motore di sviluppo economico per tutto il territorio”.

“La Regione è al fianco dei produttori – ha garantito Protopapa – che in questi ultimi anni stanno affrontando diverse problematiche dovute principalmente al cambiamento climatico che causa la diffusione della cimice asiatica e un peggioramento del livello qualitativo delle nocciole. Da qui è nata l’esigenza di un progetto a lungo termine che coinvolgesse insieme le istituzioni, il mondo della ricerca e il mondo imprenditoriale”.

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Antonio Nesci

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