Quando il risarcimento diventa un pretesto: abuso del diritto e scorrettezza nei rapporti con la stampa

In un contesto sempre più delicato per chi opera nel mondo dell’informazione, emergono con crescente frequenza comportamenti che mettono in discussione l’equilibrio tra tutela della reputazione e libertà di espressione. Tra questi, spicca una pratica scorretta: la richiesta di risarcimento danni avanzata senza fondamento giuridico, spesso immediatamente dopo la rimozione volontaria e tempestiva di un contenuto giornalistico, anche in assenza di una valutazione sul merito.

Il diritto di rettifica, garantito dalla legge italiana, offre uno strumento efficace e gratuito per replicare pubblicamente a un’informazione ritenuta inesatta o lesiva. Tuttavia, bypassare questa via e avanzare direttamente pretese economiche — specie laddove non vi sia stato un danno oggettivo o verificabile — può configurarsi come una forma di pressione indebita.

Il risarcimento, per essere legittimo, richiede la presenza di un danno concreto, direttamente collegato a un comportamento illecito. Se manca la lesione effettiva e la parte coinvolta ha agito con trasparenza e correttezza, rimuovendo prontamente il contenuto contestato, ogni successiva pretesa risarcitoria può risultare pretestuosa. In alcuni casi, l’insistenza nel richiedere un indennizzo immotivato può degenerare in abuso del diritto o persino lite temeraria, qualora si dovesse ricorrere al giudizio.

Queste dinamiche sono sintomo di un rapporto deteriorato con il concetto stesso di responsabilità e confronto civile. L’informazione non può essere ostaggio di richieste strumentali, né può tollerare che l’equilibrio tra informare e tutelare diventi terreno di scambio o pressione.

Resta dunque essenziale ribadire l’importanza della correttezza reciproca: da un lato, nell’esercizio della professione giornalistica con rigore e rispetto delle persone; dall’altro, nel riconoscere i confini tra diritto alla tutela e strumentalizzazione delle tutele stesse. Un’informazione libera e responsabile è un bene collettivo, e difenderla da abusi e scorrettezze è dovere di tutti.

Antonio Nesci

Recent Posts

Porto Antico e Acquario di Genova: il mare che dà vita alla città

Il Porto Antico di Genova rappresenta uno dei luoghi più iconici della città, simbolo del legame storico tra la Superba…

1 giorno ago

Dai gatti di Cleopatra ai corgi della regina Elisabetta: il legame tra potere, leadership e animali affascina il pubblico

Da Cleopatra a Giorgia Meloni, passando per la regina Elisabetta II e fino a un curioso pappagallo che vive con…

2 giorni ago

Serie A 2026/2027, ufficiali le date: si parte il 23 agosto. Definito anche il calendario della Coppa Italia

La Lega Serie A ha ufficializzato le date della stagione calcistica 2026/2027, definendo il calendario del campionato di Serie A…

2 giorni ago

Piazze, mercati e spazi pubblici di Bruxelles: vivere la città a piedi

Bruxelles è una città che invita a passeggiare e scoprire spazi pubblici, dove storia, architettura e vita quotidiana si incontrano.…

3 giorni ago

Piazze e monumenti di Amsterdam: cuore pulsante della città

Amsterdam non è fatta solo di canali e musei: le piazze e i monumenti rappresentano il cuore pulsante della città,…

4 giorni ago

Cos’è la tricopigmentazione? Una procedura ideale anche per chi soffre di diradamento o calvizie

La tricopigmentazione è una tecnica innovativa di pigmentazione del cuoio capelluto che offre una soluzione estetica per chi desidera migliorare…

4 giorni ago