Le attività dell’UNICEF torinese presentate in Commissione

Una delegazione del Comitato provinciale di Torino per l’UNICEF, guidata dal presidente Antonio Sgroi, è stata ricevuta dalla IV commissione servizi sociali. Un’audizione che ha chiuso una settimana di lavori dedicata in gran parte all’infanzia, ha sottolineato il presidente della IV commissione, ricordando il recente sopralluogo presso Casa UGI. Sgroi ha presentato una corposa relazione sulle attività svolte dall’Unicef sul nostro territorio, invitando anche la Città a proseguire sulla strada del progetto Città Amica dell’Unicef, come deliberato nel 2018, una volontà di adottare politiche che abbiano effetti, diretti o indiretti, sulla vita e sul benessere dei bambini e dei ragazzi presenti sul territorio comunale, nello spirito della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

L’Unicef torinese ha particolarmente a cure il tema dell’inquinamento atmosferico, date le sue pesanti ricadute sulla salute dei bambini, non soltanto per quanto concerne l’apparato respiratorio ma anche per i potenziali danni allo sviluppo cerebrale. Lo sviluppo delle aree car free intorno alle scuole, ha aggiunto Sgroi, è un tassello importante, da considerare nel quadro di politiche ambientali più ampie.

Un altro terreno di azione è rappresentato dalle povertà vecchie e nuove, in molti casi acuite dalla pandemia, povertà di tipo sia economico che culturale, con l’aggravarsi delle conseguenze delle disparità sociali sull’infanzia e sugli adolescenti. Sgroi ha quindi illustrato alcuni progetti sviluppati dall’ Unicef a Torino, in collaborazione con vari soggetti istituzionali. Ne sono esempi Scuola Amica, progetto sul tema del diritto all’apprendimento intrapreso in un centinaio di classi di 16 scuole (materne, elementari e medie), i laboratori sulla cittadinanza e sull’ambiente sviluppati attraverso ITER, così come il CUMED, corso universitario multidisciplinare su diritti umani, diritti dell’infanzia e sviluppo sostenibile, con la partecipazioni di studenti del Politecnico e dell’Università. Ma ci sono anche altri progetti, come il doposcuola YOUNICEF per i bambini di famiglie straniere in Borgo Aurora, i Baby Pit Stop per l’allattamento e il cambio dei pannolini allestiti presso i Musei Reali e nella Reggia di Venaria, presso i Musei del Cinema e del Risorgimento (quello realizzato alcuni anni fa a Palazzo Civico, tra l’altro, è stato riattivato recentemente). Ma sono solo alcune delle attività dell’Unicef sotto la Mole, recentemente estesi anche ad attività di sostegno ai profughi ucraini.

Antonio Nesci

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