Quanto “pesa” il turismo a Torino e quali le sue prospettive

Le commissioni Turismo e Lavoro hanno incontrato i vertici di Turismo Torino e Provincia (spesso definito per brevità Turismo Torino, la sua definizione originaria), guidati dal presidente Maurizio Vitale. Quest’ultimo ha voluto illustrare le attività di un ente, a partecipazione prevalentemente pubblica (a partire da Regione, Comune e Città Metropolitana) che da un quarto di secolo si occupa della promozione turistica nel capoluogo piemontese e su tutto il territorio corrispondente alla vecchia Provincia di Torino, con 14 uffici sul territorio e una sessantina di dipendenti. Un pacchetto di offerta turistica che, schematizzando, va dal Museo Egizio alle piste di sci della Via Lattea, riuscendo a totalizzare nel 2021 circa quattro milioni di presenze (poco meno della metà del totale piemontese), con margini di crescita ancora ampi, rispetto al turismo business (che necessiterebbe, è stato sottolineato, di nuovi o rinnovati spazi congressuali) così come a quello ricreativo.

Ma quanto pesa il turismo nell’economia dell’area torinese? Secondo i dati forniti da Turismo Torino, il PIL 2019 (prima della crisi pandemica) dell’intera Città Metropolitana di Torino era assommato a 61 miliardi di euro: Di questi, circa 5 miliardi (più o meno l’8%) erano ascrivibili alle attività turistiche, sulle quali lavorano tra l’altro poco meno di settemila aziende di varie dimensioni.

Secondo il presidente di Turismo Torino, quello che occorre a Torino e alla ragione circostante sarebbe una sorta di new deal turistico, un grande accordo tra le istituzioni, l’imprenditoria e il resto della comunità sull’industria del turismo, affiancando alla gestione fisica della promozione del territorio 8tramite le strutture di Turismo Torino) una piattaforma virtuale per profilare ed attrarre i visitatori, dato che ormai il turista, soprattutto quello con una certa capacità di spesa, persegue un’esperienza che sia totale, personalizzata e anche sostenibile.

Perché la torta del turismo è grande, si stima pari a 2000 miliardi a livello globale, 800 in Europa. E se l’Italia ha ancora dei margini di crescita ampi, ha affermato Vitale, una regione come il Piemonte – e con essa il suo capoluogo – ne ha ancora di più.

Antonio Nesci

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