Un nuovo strumento per rafforzare la sicurezza sul territorio piemontese. La Regione Piemonte avvia il progetto sperimentale che porterà alla nascita del primo gruppo di unità cinofile della Polizia locale a valenza regionale, mettendo in rete le competenze già presenti nei Comuni e creando un sistema coordinato di intervento.
Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore regionale alla Sicurezza e Polizia locale Enrico Bussalino hanno accolto il 3 agosto al Grattacielo Piemonte le unità cinofile dei Comandi di Polizia locale di Oleggio, Alessandria, Asti, Biella e Novara, protagoniste della prima fase dell’iniziativa.
L’obiettivo è costruire una rete regionale capace di garantire ai Comuni piemontesi un supporto operativo più rapido ed efficace, superando la frammentazione degli interventi e valorizzando le professionalità già formate.
Alla presentazione erano presenti anche il sindaco di Oleggio Andrea Baldassini e l’assessore alla Sicurezza Diego Bellini, in rappresentanza del primo Comune ad aver aderito al progetto regionale.
Cinque le unità cinofile coinvolte nella fase iniziale: l’agente Domenico Folino con Nike per Oleggio, l’assistente Grazia Bavuso con Kalika per Alessandria, l’ispettore Fabio Damasio con Sciusciu’ per Asti, l’agente Stefano Bellinazzo con Lana per Biella e il vice commissario Gabriele Torazza con Heidi per Novara.
“È un progetto innovativo che punta sulla collaborazione tra enti locali e sulla valorizzazione delle competenze già presenti sul territorio – hanno dichiarato Cirio e Bussalino –. Creiamo una rete capace di garantire un supporto rapido ed efficace dove necessario”.
Le unità cinofile della Polizia locale saranno impiegate in diversi ambiti: dal contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti alla ricerca di persone scomparse, fino al supporto durante manifestazioni ed eventi pubblici.
“Investiamo concretamente sulla sicurezza dei cittadini – hanno aggiunto il presidente e l’assessore – rafforzando il ruolo della Polizia locale e costruendo un modello organizzativo che potrà diventare un riferimento anche per altre Regioni”.
Il percorso prevede ora la pubblicazione di un avviso di manifestazione di interesse rivolto alle unità cinofile già operative che vorranno aderire alla rete regionale. Successivamente sarà definito un protocollo tra la Regione e gli enti partecipanti per stabilire presìdi territoriali, modalità operative comuni e criteri di coordinamento.
La Regione avvierà inoltre il confronto con le autorità statali competenti per consentire, quando necessario, l’utilizzo delle unità cinofile anche al di fuori dei territori comunali di appartenenza.
Al termine della fase sperimentale, le unità aderenti saranno sostenute attraverso specifici contributi regionali per almeno un triennio, con l’obiettivo di rendere stabile un sistema integrato al servizio della sicurezza delle comunità piemontesi.
Avete presente quando con la moto si passa dalla Svizzera e bisogna acquistare la vignetta per pagare un pedaggio autostradale…
Nel centro storico di Lecce si trova uno dei luoghi più sorprendenti e inaspettati della città: il Museo Faggiano. Questo…
A pochi passi dal centro storico di Matera si apre uno degli scenari naturali più spettacolari del sud Italia: il…
La storia di Michele Levorato torna ad alimentare uno dei dibattiti più controversi degli ultimi anni: quello sulle conseguenze dell'obbligo…
Il Mediterraneo si prepara a vivere due notti che promettono di restare nella memoria collettiva. Dopo l’entusiasmante successo di Sibari,…
L'iniziativa, voluta dalla Direzione Provinciale, trasforma gli uffici in uno spazio di accoglienza e sollievo per proteggere anziani e…