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Torino premiata per il progetto “Pedali Sociali”: la bicicletta come motore di inclusione e sostenibilità

Il progetto “Pedali Sociali” della Città di Torino è stato premiato a Firenze nell’ambito del programma nazionale “Bici in Comune”, promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani in collaborazione con ANCI, con l’obiettivo di valorizzare la bicicletta come strumento di mobilità sostenibile e miglioramento della qualità della vita urbana.

L’iniziativa torinese si è aggiudicata un finanziamento di 150 mila euro grazie a un’idea che coniuga sostenibilità ambientale, inclusione sociale e rigenerazione urbana, intervenendo in particolare nei quartieri di edilizia popolare. “Pedali Sociali” promuove l’uso della bici come mezzo quotidiano di spostamento, puntando anche al benessere fisico, al risparmio economico e alla socialità.

“Si tratta di un’iniziativa che nasce con l’obiettivo di estendere i vantaggi della mobilità ciclabile a tutte le zone della città – ha spiegato l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta –. La bicicletta è uno strumento semplice ma potente: migliora la salute, riduce le spese, favorisce la socialità e contribuisce alla tutela dell’ambiente. È una scelta di giustizia sociale e ambientale”.

A ritirare il riconoscimento è stato l’assessore alla Cura della Città, Francesco Tresso: “Questo progetto parla di cura, rigenerazione e mobilità sostenibile, perché la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto, ma un volano di cambiamento culturale e sociale”.

“Pedali Sociali” si concentrerà inizialmente su quattro complessi ATC dislocati nei quartieri di corso Grosseto/via Sospello/via Bibiana/Chiesa della Salute; via Villar (Cascina Colombé); corso Salvemini; via San Massimo/via Giolitti e via Santa Maria/via Stampatori/via Barbaroux. Pensato come progetto pilota, potrà essere esteso in futuro a scuole, aree periurbane e contesti commerciali.

Il progetto prevede interventi infrastrutturali, come la creazione di parcheggi sicuri, coperti e ben illuminati, e azioni di educazione e sensibilizzazione, inclusi incontri con i residenti, guide informative, uscite collettive e corsi di guida sicura per adulti e ragazzi. Sono inoltre previsti laboratori di ciclomeccanica con finalità anche occupazionali e premi per incentivare l’adesione.

Tra i benefici stimati: un risparmio di 206 tonnellate di CO₂ entro il 2050, una riduzione di 179 TEP (tonnellate equivalenti di petrolio), calo delle emissioni di PM10 e NOx, meno traffico e incidenti. Il progetto evidenzia anche un forte impatto economico e sociale, con un rapporto costi-benefici pari a 4,31 a 1, una riduzione delle disuguaglianze e la creazione di opportunità di lavoro in ambito “green”.

Antonio Nesci

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