Torino Solidale, la rete di prossimità si rafforza: fino a 1,75 milioni di euro l’anno

Trasformare in modo strutturale l’esperienza nata durante l’emergenza pandemica e consolidare una rete cittadina capace di raggiungere migliaia di persone nei quartieri. È questo l’obiettivo delle nuove linee di indirizzo per lo sviluppo di Torino Solidale, approvate dalla Giunta comunale di Torino su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli.

Il provvedimento avvia una nuova fase di coprogettazione con gli Enti del Terzo Settore e punta a garantire continuità e crescita agli hub di prossimità presenti sul territorio. L’obiettivo è rafforzare un modello di welfare territoriale che affianchi agli aiuti materiali anche attività di ascolto, orientamento e accompagnamento verso l’autonomia.

La delibera recepisce gli esiti della prima fase di coprogrammazione avviata dalla Città e definisce gli indirizzi per la stabilizzazione della rete Torino Solidale nel periodo 2026-2028. Parallelamente, partirà una nuova fase di lettura condivisa dei bisogni sociali, con il coinvolgimento delle realtà del territorio.

«Torino Solidale è una delle esperienze più significative nate in città negli ultimi anni – dichiara l’assessore Jacopo Rosatelli –. Dall’emergenza pandemica abbiamo costruito una rete capace di stare vicino alle persone, intercettare bisogni complessi e attivare risposte concrete insieme al Terzo Settore e alle comunità locali».

Secondo Rosatelli, il nuovo provvedimento punta a «consolidare e sviluppare un modello di welfare di prossimità che non si limita all’assistenza, ma punta a rafforzare autonomia, inclusione sociale e accesso ai diritti», valorizzando il ruolo dei territori e la collaborazione tra amministrazione pubblica e privato sociale.

Una rete nata durante la pandemia

L’esperienza di Torino Solidale è nata nel 2020, inizialmente come una rete di punti diffusi dedicati soprattutto al contrasto della povertà materiale e alla distribuzione di beni di prima necessità.

Nel corso degli anni il sistema si è evoluto fino a diventare una rete di welfare territoriale articolata in 17 snodi cittadini. Gli hub di prossimità non si limitano più alla distribuzione di beni, ma offrono servizi integrati di accoglienza, ascolto, orientamento e accompagnamento verso l’autonomia abitativa e sociale.

La rete opera inoltre in raccordo con i Poli di Inclusione e con la Divisione Edilizia Residenziale Pubblica, creando collegamenti tra differenti strumenti e servizi rivolti alle persone e alle famiglie in situazione di difficoltà.

I numeri relativi al 2025 evidenziano la dimensione raggiunta dall’esperienza. Circa 6.000 nuclei familiari, corrispondenti a oltre 21.000 persone, hanno avuto accesso ai servizi degli hub territoriali. Circa un terzo delle persone coinvolte era costituito da minori.

Nel corso dello stesso anno sono stati realizzati oltre 60.000 interventi, comprendendo erogazioni di beni materiali, colloqui e percorsi di accompagnamento personalizzati.

Il contributo del Pnrr

Lo sviluppo della rete è stato sostenuto anche attraverso due programmi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

La linea Pnrr M5C2 ha permesso di riqualificare otto centri servizi cittadini. Sei di questi coincidono con snodi della rete Torino Solidale e sono stati dotati di spazi destinati ai colloqui, alle attività laboratoriali, ai magazzini e agli empori solidali.

Un secondo intervento, nell’ambito della misura Pnrr 1.7.2, ha consentito invece di realizzare una rete di circa 40 punti di facilitazione digitale distribuiti sul territorio cittadino. Questi servizi hanno supportato circa 46.000 cittadini, attraverso oltre 65.000 prestazioni.

Fino a 1,75 milioni di euro all’anno

Per garantire continuità alla rete, il Comune di Torino prevede ora una procedura di coprogettazione tramite accreditamento, secondo quanto previsto dall’articolo 55 del Codice del Terzo Settore.

Il percorso avrà una durata di due anni, dal 2026 al 2028, con la possibilità di una proroga per un ulteriore anno qualora siano disponibili le necessarie risorse finanziarie.

Il Comune potrà mettere a disposizione fino a 1 milione e 750 mila euro all’anno per il funzionamento della rete e dei centri servizi di prossimità.

A queste risorse potranno aggiungersi fino a 1 milione e 600 mila euro nel biennio, provenienti dal Programma Nazionale Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027. Questi fondi saranno destinati all’acquisto di beni di prima necessità e ad altri supporti materiali.

Il modello prevede inoltre una partecipazione diretta degli Enti del Terzo Settore, che dovranno contribuire con proprie risorse economiche, materiali e immateriali. La scelta punta a rafforzare il principio dell’amministrazione condivisa e la costruzione di reti territoriali stabili.

Un tavolo permanente con il Terzo Settore

La proposta progettuale definitiva sarà costruita attraverso un tavolo permanente di coprogettazione e successivamente formalizzata attraverso uno specifico Accordo di Collaborazione.

La delibera prevede anche l’avvio di una seconda fase di coprogrammazione. Il suo compito sarà accompagnare l’evoluzione di Torino Solidale attraverso una lettura condivisa e continuativa dei bisogni sociali che emergono nei diversi quartieri.

L’obiettivo è quindi consolidare una rete capace di adattarsi ai cambiamenti sociali e di intervenire non soltanto sulle situazioni di emergenza, ma anche sui percorsi di inclusione e autonomia.

Con il nuovo indirizzo, Torino Solidale entra così in una fase di stabilizzazione dopo l’esperienza avviata durante la pandemia, puntando sul rafforzamento degli hub di prossimità e sulla collaborazione strutturata tra Comune, Terzo Settore e comunità locali.

Antonio Nesci

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