Torino una città a misura di donna ma non solo

Una città a misura di donna ma non solo. Per raggiungere l’obiettivo, il Comitato Torino Città per le donne, coordinato da Antonella Parigi, ha svolto quattro mesi di lavoro di ascolto capillare per comprendere le esigenze al femminile e di elaborazione di proposte.

L’attività è stata descritta nel corso di una riunione della commissione Diritti e Pari opportunità, presieduta da Cinzia Carlevaris.

Il Comitato, ha spiegato Parigi, ha coinvolto 400 persone (con diversi uomini) che hanno operato divise per tavoli, ispirati ad otto parole chiave: amministrare, lavorare, decidere, educare, abitare curare, promuovere benessere, convivere. Si è partiti dalla consapevolezza che il Recovery fund, con le risorse che metterà a disposizione, può essere l’occasione per affrontare in modo decisivo il tema della parità di genere, consentendo all’Italia di recuperare, da questo punto di vista, il distanziamento dai Paesi europei più evoluti. L’obiettivo è quello del passaggio da un modello stereotipato ad uno che si apra alla differenza come cultura e valore.

L’ambizione, per il Comitato, è quella di costruire un programma dal basso, per diventare uno dei poli utili per costruire “una città con al centro le persone”.

Le referenti dei vari tavoli hanno illustrato il lavoro svolto che tocca tutti gli ambiti della città, dai temi urbanistici, legati alla ridefinizione dei quartieri e dei loro servizi, alla mobilità, alla costruzione di reti di solidarietà per giovani e anziani all’organizzazione di nuovi spazi di studio e coworking.

Non manca un’analisi sull’amministrazione pubblica, percepita lontana e alla quale occorre ridare efficacia e conferire il ruolo di ascolto di tutti i cittadini così come è stato affrontato il tema dell’accesso delle donne a ruoli di leadership, degli orari dei luoghi di lavoro e di asili nido, o gli aspetti delle diversità in una città che deve caratterizzarsi sempre più come inclusiva.

Torino Città per le donne si pone come bene comune, non solo per le donne ma per chiunque viva in città, un bene comune immateriale che propone concretezza. Per la prima volta, è stato sottolineato, tutti i temi, molti dei quali già attenzione dell’Amministrazione, sono inseriti tutti all’interno di una cornice, con programmi di coprogettazione con la città stessa.

Antonio Nesci

Recent Posts

Mount Hood: avventura e panorami senza confini

Dominando il paesaggio dell’Oregon settentrionale, Mount Hood è una meta ideale per chi cerca avventura e panorami spettacolari. La montagna,…

8 ore ago

Marketing digitale per le PMI: il rischio di spendere di più per risolvere il problema sbagliato

Un'azienda investe in pubblicità online, riceve visite sul proprio sito ma ottiene poche richieste di preventivo. La prima reazione potrebbe…

17 ore ago

Aceto bianco sulle chiavi, perché tutti ne parlano: il rituale virale che promette fortuna e prosperità

Dai social ai quotidiani, milioni di persone stanno scoprendo il curioso rituale dell'aceto bianco sulle chiavi. Ma funziona davvero? Ecco…

1 giorno ago

Pico Duarte: scalare la vetta dei Caraibi

Il Pico Duarte, con i suoi 3.098 metri, è la montagna più alta dei Caraibi e meta ambita per trekking…

2 giorni ago

Passeig de Gràcia, il viale che racconta l’anima di Barcellona tra lusso, arte e architettura

Il Passeig de Gràcia non è soltanto una delle strade più celebri di Barcellona: è un luogo dove storia, arte,…

3 giorni ago

Cristina Giuriolo racconta la Sindrome di Noonan: «Fragile» è il diritto di essere visti oltre la malattia

Ci sono fragilità che non si fermano alla diagnosi, ma attraversano la vita quotidiana, le relazioni, il rapporto con il…

4 giorni ago