Un registro per i “dog sitter” in Piemonte

La Giunta regionale ha deciso di istituire il registro dei “dog sitter”, al quale ci si può iscrivere volontariamente se in possesso dei giusti requisiti per poter svolgere questa professione sempre più richiesta. L’iscrizione non impedirà ad altri di esercitarla, ma garantirà ai cittadini diversi standard di qualità che, specie nel caso di cani di grossa taglia o mordaci, possono risultare determinanti. L’elenco ha funzione esclusivamente ricognitiva (si conta che in Piemonte operi qualche migliaia di professionisti del settore, circa 2500 “ufficiali” senza contare il sommerso) ma garantirà alle famiglie che sempre più spesso, per ragioni lavorative, hanno necessità di un aiuto per portare a spasso i propri cani alti standard di professionalità, spesso un’assicurazione e garanzia di saper condurre correttamente gli animali.

Possono presentare domanda di inserimento nell’elenco le imprese e le ditte individuali di cui al codice Ateco 96.09.04 con attività prevalente di dog sitter e regolarmente iscritte alla Camera di commercio. Costituiscono requisito l’assenza di precedenti penali per delitti contro gli animali ed il conseguimento presso strutture accreditate di attestati di idonei corsi di formazione non inferiori a sessanta ore comprensive della parte teorica e del tirocinio o, alternativamente, la qualifica di educatore cinofilo, di istruttore cinofilo e di addestratore riconosciuti dall’Ente nazionale della cinofilia italiana. Nelle intenzioni della Regione c’è anche il fatto che l’istituzione di questo registro possa spingere chi oggi svolge il mestiere senza una preparazione specifica ad acquisire i requisiti per iscriversi, aumentando la possibilità di acquisire la fiducia dei potenziali clienti.

“Il mio obiettivo dichiarato fin dal primo giorno – rammenta l’assessore regionale al Benessere animale Chiara Caucino – è di permettere alle famiglie di poter gestire anche uno o più animali senza dover rinunciarvi per ragioni lavorative. Comprendo che molti siano restii a lasciare il proprio cane a persone di cui non si conosce la professionalità, e pertanto penso che questo registro faciliterà l’incrocio fra domanda e offerta”.

Antonio Nesci

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