La presenza di una donna chirurgo nel team che conduce gli interventi diminuirebbe i rischi di complicazioni e di morte tra i pazienti. E’ quanto emerge da uno studio canadese che ha analizzato gli esiti di 700 mila operazioni chirurgiche in 88 ospedali dell’Ontario tra il 2009 ed il 2019. L’analisi, pubblicata sul British Journal of Surgery, ha confrontato il tasso di complicazioni e decessi in seguito ad interventi invasivi nei casi in cui donne chirurghe o anestesiologi erano parte delle equipe di intervento. Nei casi in cui erano presenti gli specialisti dei due sessi (con una percentuale di donne del 35% almeno) è stato osservato il 3% in meno di rischi di complicazioni gravi nei mesi successivi alle operazioni. Vari altri precedenti studi – osserva quest’ ultimo rapporto – hanno rilevato particolari benefici, in termini di meno complicazioni, per le categorie di malati più vulnerabili (anziani e donne) trattati da medici di medicina interna donne. Secondo gli esperti, questo dipenderebbe anche dal fatto che i medici donne investono più tempo nel dialogo e nelle visite coi pazienti, raccogliendo così più informazioni sulla loro salute dei colleghi maschi e implementando anche cure preventive.
Trentaquattro anni di giornalismo, vent'anni di editoria digitale nel 2029, una storia cominciata a dodici anni nella propria città e…
Pittsburgh, storica città industriale, oggi è simbolo di rinascita urbana e culturale. Nota come “la città dei ponti” per i…
La concorrenza cinese arriva anche nel settore funerario europeo. Dopo anni di espansione in numerosi comparti industriali, le aziende di…
Quando oggi si parla di Iran, spesso il racconto comincia dalla Repubblica islamica nata nel 1979. Ma quella è soltanto…
Il legame tra l’Italia e le comunità italiane nel mondo continua a rappresentare una risorsa culturale, sociale ed economica di…
Dominando il paesaggio dell’Oregon settentrionale, Mount Hood è una meta ideale per chi cerca avventura e panorami spettacolari. La montagna,…