Torino, città dalla doppia anima, è celebre per il suo equilibrio tra sacro e profano. Da un lato, capitale dell’industria e dell’innovazione; dall’altro, epicentro di leggende, magia e misteri. Spesso sottovalutata dai turisti, che magari la visitano di sfuggita, Torino nasconde storie che meritano di essere scoperte. Ecco cinque luoghi che, tra mito e realtà, raccontano il lato più enigmatico della città.
Piazza Statuto è considerata uno dei poli della magia nera mondiale, un luogo carico di energie oscure. Qui sorgeva la necropoli romana e, secondo le credenze popolari, il punto preciso dove il demonio entrerebbe in contatto con la città. Al centro della piazza si trova il monumento al Traforo del Frejus, una scultura di uomini e angeli caduti che simboleggiano la fatica e la morte.
I torinesi dicono: “Statü l’è ‘n canton che fa paura!” (“Statuto è un angolo che mette paura!”). Che si tratti di superstizione o verità, il luogo ha un’atmosfera decisamente inquietante, specialmente di notte.
Sulle rive del Po, la Chiesa della Gran Madre è avvolta dal mistero. Costruita per celebrare il ritorno di Vittorio Emanuele I dall’esilio, è legata alla leggenda del Santo Graal. Si dice che una delle due statue all’ingresso, quella che tiene una coppa, indichi il punto preciso dove il Graal sarebbe nascosto.
Alcuni studiosi della simbologia massonica credono che la chiesa sia un punto di convergenza tra energia positiva e negativa, simbolo della dualità che permea Torino.
In Via Lascaris si trova una palazzina soprannominata “Palazzo del Diavolo”. La leggenda narra di un uomo misterioso che, nel Seicento, giunse qui per giocare a carte. Dopo aver vinto ogni mano, si scoprì che aveva zoccoli al posto dei piedi. Terrorizzati, i presenti lo accusarono di essere il diavolo, ma lui scomparve in una nube di fumo, lasciando sul tavolo un odore di zolfo.
Il proverbio torinese recita: “Andë dijàv in përson” (“Andare dal diavolo di persona”), usato per indicare una situazione rischiosa o un incontro sfortunato.
La Porta del Po, vicino a Piazza Vittorio Veneto, è legata alla figura di Gustavo Adolfo Rol, celebre medium e alchimista torinese. Qui, secondo alcuni racconti, si troverebbe un portale alchemico che permette di accedere a un’altra dimensione.
Rol, che mescolava scienza e spiritualità, è ancora oggi una figura discussa. I suoi esperimenti e le sue visioni hanno attirato curiosi da tutto il mondo, rendendo questo luogo un punto di interesse per appassionati di esoterismo.
Il Cimitero Monumentale di Torino è un vero museo a cielo aperto, ma è anche teatro di molte storie inquietanti. Si narra, ad esempio, di una donna vestita di nero che appare ogni sera al tramonto presso una tomba specifica. Chiunque le si avvicini viene colto da un gelo improvviso e un senso di angoscia.
I torinesi scherzano: “Al cëmëteri l’è për chi a l’ha nen paga le tasse” (“Il cimitero è per chi non ha pagato le tasse”), una battuta che stempera l’inquietudine.
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