Cuneo. Dodici mesi di esperienza immersi nella natura del Parco fluviale Gesso e Stura

Si sono conclusi i 12 mesi di servizio dei volontari del Servizio Civile Nazionale Volontario del Comune di Cuneo, in forza al Parco fluviale Gesso e Stura. Il team “Leafters”, composto da Alessio, Giulia, Ilaria e Sabrina, si è contraddistinto per la voglia di fare e l’entusiasmo con cui ha affrontato le sfide che ha incontrato sul suo cammino, anche le più inaspettate, non ultime quelle generate dalla situazione creatasi per via della pandemia. Tra i tanti progetti portati avanti dai “Leafters” quello che ricorderanno con più piacere è stata senza dubbio la “Caccia ai Fluviot”, un evento completamente ideato ed organizzato dai volontari, che ha riscosso un grande successo di pubblico, andato oltre le loro stesse aspettative.

Tra le tante attività previste dal loro progetto di Servizio Civile una era infatti l’ideazione e l’organizzazione di un evento al Parco, cosa che, con il sopraggiungere delle restrizioni e misure di distanziamento sociale dovute all’emergenza sanitaria, scoppiata proprio pochi mesi dopo l’avvio del loro servizio, sembrava quasi impossibile da realizzare. Alessio, Giulia, Ilaria e Sabrina però non si sono dati per vinti ed hanno studiato una modalità che fosse sostenibile e rispettosa delle nuove misure, ma che allo stesso tempo permettesse alle persone di venire a scoprire il Parco in totale autonomia, divertendosi e passando una giornata all’aria aperta. È nata così la Caccia ai Fluviot, una speciale caccia al tesoro alla ricerca degli strani abitanti del Parco, che ha appassionato tante famiglie e bambini, cuneesi e non, coinvolgendo, in poco più di un mese, oltre 600 partecipanti.

Ma i volontari del Servizio Civile al Parco hanno portato avanti anche tante altre attività nel corso di questi mesi, lavorando su diverse tematiche, tutte volte a potenziare e migliorare la promozione e la fruizione del patrimonio ambientale e naturalistico dell’area protetta. Dai servizi ai visitatori con nuove proposte per la fruizione del territorio e particolare riferimento alla mobilità attiva e alla divulgazione scientifica, alla promozione sui social, fino alla ricerca scientifica presente e passata, con nuovi studi e aggiornamento di ricerche in corso. I volontari sono poi stati a supporto degli accompagnatori naturalistici in attività di educazione ambientale, come ad esempio in occasione del campus per ragazzi organizzato nei mesi estivi nell’ambito del progetto europeo CClimaTT. Il progetto di Servizio Civile ha fatto base alla Casa del Fiume, ma si è svolta su tutto il territorio dei 14 comuni del Parco.

“L’anno di servizio civile al Parco è stato indimenticabile sotto molti punti di vista. Ci ha permesso di conoscere più approfonditamente il territorio del Parco e le sue attività come la gestione delle aree protette, la didattica anche online e la ricerca scientifica. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno accompagnato in questa esperienza. Consigliamo a tutti i giovani di dedicare un anno della propria vita al servizio della cittadinanza in questo ambito” il commento finale dei ragazzi al termine di questa esperienza.

Antonio Nesci

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