Categories: Economia e Finanza

Ferrero International guadagna terreno

Buone notizie. Ferrero International guadagna terreno nonostante la pandemia. La società capogruppo chiude il bilancio consolidato esercizio 2019/2020 (al 31 agosto) con un fatturato pari a 12,3 miliardi, il 7,8% rispetto all’anno precedente. Il Gruppo, guidato da Giovanni Ferrero in qualità di presidente esecutivo e Lapo Civiletti come ceo è costituito da 105 società consolidate a livello mondiale e 31 stabilimenti produttivi e un organico medio pari a 34.121 dipendenti.

Presente in oltre 170 paesi, il Gruppo dolciario nato ad Alba, in Piemonte, negli anni Cinquanta, ha avviato una fase di ampliamento del business con una campagna acquisizioni a partire dal 2015 che ne ha rafforzato la presenza in particolare in Europa e negli USA. Il risultato ha registrato un aumento delle vendite di prodotti finiti in particolare negli Stati Uniti “e in altri mercati occidentali quali Germania, Francia e Italia” come si legge una nota del Gruppo. Ad incidere positivamente sui ricavi è stato l’effetto traino svolto da alcuni brand come Nutella® e Kinder Bueno®, e al lancio di nuovi prodotti come Nutella Biscuits® sul mercato italiano.

I ricavi al 31 agosto 2020 rappresentano poi il “primo anno di completa integrazione nel bilancio consolidato di Gruppo di prodotti come Keebler® nel mercato statunitense, a seguito dell’acquisizione del business dei biscotti di Kellogg Company, alla fine dell’anno fiscale 2018/2019”.

“Nonostante le incertezze causate dal Covid-19 – sottolinea Ferrero – il Gruppo è stato in grado di gestire con successo le sfide anche nel contesto pandemico. Mettendo sempre al primo posto la salute e la sicurezza di dipendenti e consumatori, il Gruppo ha dimostrando agilità e resilienza nell’assicurare continuità operativa e la consueta presenza dei propri prodotti sul mercato per soddisfare i consumatori”. Uno sforso fatto per salvaguardare le attività del Gruppo e l’intera filiera alimentare.

La crescita organica, escludendo dunque l’’impatto delle aggregazioni di business, si attesterebbe comunque ad un +1,5% ai tassi di cambio correnti. Sul fronte degli investimenti, l’anno appena trascorso ha registrato un impegno complessivo pari a 619 milioni di euro. «Sull’ammontare totale degli investimenti la parte più significativa è stata focalizzata su immobili, impianti e macchinari (534 milioni di euro) principalmente in Italia, Germania, Stati Uniti e Polonia» sottolinea Ferrero. Il Gruppo dunque continua a scommettere nell’espansione della propria capacità produttiva e sulle attività di ricerca e sviluppo.

Antonio Nesci

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