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Mondiali 2026, il messaggio dell’Iran dopo il pareggio con il Belgio: «Pace, rispetto e amicizia tra tutti i popoli»

Un messaggio che va oltre il calcio e che arriva in uno dei momenti più delicati della scena internazionale. Dopo il pareggio per 0-0 contro il Belgio nella fase a gironi dei Mondiali 2026, la Nazionale iraniana ha lasciato negli spogliatoi del SoFi Stadium di Inglewood, a Los Angeles, una lettera dal forte valore simbolico, accompagnata da un cuore rosso disegnato a mano.

Le prime parole del testo rappresentano un vero e proprio appello universale: «Che pace, rispetto e amicizia possano prevalere tra tutti i popoli». Un messaggio diffuso mentre l’attenzione della comunità internazionale resta concentrata sui rapporti tra Iran e Stati Uniti e sui recenti sviluppi diplomatici che coinvolgono Teheran.

I calciatori iraniani hanno voluto esprimere gratitudine alla città di Los Angeles e ai tifosi che hanno sostenuto la squadra durante le prime gare del torneo. Nella lettera emerge anche un forte richiamo alle radici storiche e culturali del Paese.

«Dall’antica Persia di migliaia di anni fa all’Iran moderno, lo spirito della nostra nazione continua a vivere», si legge nel messaggio. «Siamo arrivati a Los Angeles con orgoglio, abbiamo giocato con onore e lasciamo questa città con dignità».

Parole che sottolineano il desiderio della squadra di rappresentare il proprio Paese attraverso i valori dello sport, in un contesto mondiale che spesso vede la politica e le tensioni internazionali intrecciarsi con i grandi eventi sportivi.

Particolarmente significativo il ringraziamento rivolto alla vasta comunità iraniana presente nella California meridionale. Los Angeles ospita infatti una delle più grandi diaspora iraniane al mondo, tanto da essere soprannominata da molti “Tehrangeles”, fusione tra Teheran e Los Angeles.

«Grazie a Los Angeles per l’accoglienza e a tutti gli iraniani che ci hanno sostenuto con la loro voce, il loro cuore e la loro passione durante questi 180 minuti», scrivono i giocatori nel testo lasciato negli spogliatoi.

L’iniziativa ha rapidamente attirato l’attenzione dei media internazionali, che hanno interpretato il messaggio come un gesto volto a promuovere dialogo, convivenza e rispetto reciproco in un periodo caratterizzato da forti tensioni geopolitiche.

La nota contiene però anche un riferimento finale che richiama una vicenda molto controversa. Gli hashtag #168 e #Minab, riportati nella conclusione del messaggio, sembrano richiamare la località dell’Iran meridionale dove, secondo quanto sostenuto dalle autorità iraniane, un raid statunitense avvenuto lo scorso febbraio avrebbe causato la morte di 168 persone all’interno di una scuola femminile. Un passaggio che aggiunge una dimensione politica al documento e che potrebbe alimentare ulteriori discussioni sul significato complessivo dell’iniziativa.

Sul piano sportivo, intanto, l’Iran guarda già al prossimo appuntamento. Dopo il pareggio contro il Belgio, la selezione asiatica si prepara infatti all’ultima sfida della fase a gironi, in programma a Seattle contro l’Egitto, un match che potrebbe risultare decisivo per il cammino della squadra verso la fase a eliminazione diretta.

Nel frattempo, il messaggio lasciato a Los Angeles continua a fare il giro del mondo, trasformando uno spogliatoio in un luogo di riflessione e ricordando come, talvolta, il linguaggio dello sport possa diventare veicolo di richiami alla pace, alla memoria e all’identità di un popolo.

Antonio Nesci

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