La salute mentale degli adolescenti non è stata mai al centro del dibattito italiano. Se ne parla troppo poco e ancora di più nei terribili mesi che stiamo vivendo. I limiti e le mancanze strutturali nella tutela pubblica della salute mentale anzi si sono aggravati in quanto i ragazzi e le ragazze che hanno bisogno di un’assistenza urgente, con quadri clinici gravi, sono di più in un quadro aggravato dalla pandemia.
Sono cresciuti depressione, ansia, episodi di autolesionismo e tentativi di suicidio. Numeri confermati dalle testimonianze di psichiatri, psicologi, medici dei pronto soccorso e operatori sociali. Ci sono più casi, più gravi, ma soprattutto l’epidemia ha causato un peggioramento generale della salute mentale di ragazzi e ragazze, con conseguenze per tutte le persone tra 12 e 18 anni. Anche chi non aveva problemi ha dovuto affrontare fasi di smarrimento e disagio dovute alle limitazioni della socialità. Per chi era già in una condizione critica sono diminuite le possibilità di chiedere un sostegno, e per il sistema sociosanitario è aumentato il rischio di non riuscire a intercettare e in parte anche gestire le richieste di aiuto prima che diventino più difficili da gestire. Un grido d’allarme che chi di competenza non può continuare a sottovalutare.
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