Un piano da quasi 500 milioni per tutelare l’acqua potabile in Piemonte

Fronteggiare l’emergenza idrica vuol dire non solo interventi di massima urgenza dettati dall’impellenza del momento, ma anche e soprattutto realizzare opere strutturate sul medio e lungo periodo per mettere in sicurezza e in efficienza un intero sistema. È da queste considerazioni che è stato predisposto dalla Regione Piemonte un piano da 486 milioni per la riduzione delle perdite idriche nei prossimi quattro anni. A presentarlo è stato l’assessore regionale all’Ambiente e coordinatore delle attività del Tavolo per l’emergenza idrica, che ha sostenuto che l’adattamento ai cambiamenti climatici deve passare principalmente attraverso due strategie: la riduzione delle perdite idriche, che rappresentano ancora un elemento di forte criticità nel nostro Paese, e la maggior resilienza dei sistemi acquedottistici attraverso interconnessioni, aumento della capacità dei sistemi di accumulo, la ridondanza e diversificazione delle fonti di approvvigionamento.

Il presidente della Regione, nominato nei giorni scorsi commissario straordinario per la gestione dell’emergenza idrica, ha sottolineato che questo piano nasce da una attività che è stata avviata a livello regionale già da tempo. La situazione attuale è la dimostrazione che temi come quello della siccità vanno trattati con prospettiva per tempo, non solo quando si genera l’emergenza. Ed è questo il modo in cui si intende lavorare in Piemonte.

Per contrastare la dispersione idrica ciascuno dei 6 Ambiti territoriali ottimali su cui sono organizzati i servizi pubblici integrati, come quello idrico, ha messo a punto strategie, programmi e interventi come la distrettualizzazione delle reti, la digitalizzazione e il rifacimento di alcuni tratti della rete acquedottistica). Per quanto riguarda la dispersione idrica ci sono situazioni diversificate, che comunque complessivamente vedono i vari Ato compresi nella classe “discreta”, una classe ottima e due insufficienti; la media regionale si attesta su una percentuale di circa il 33%, una delle migliori aree territoriali a livello nazionale, sottolinea l’assessore, mentre per il nord ovest si attesta sul 31%.

Il presidente di Smat Paolo Romano ha dichiarato che “con gli interventi di razionalizzazione digitale della gestione e la connessa riduzione delle portate tramite il finanziamento Pnrr di 50 milioni di euro, si raggiungerà entro il prossimo biennio un eccellente livello di qualità tecnica con notevole riduzione dei consumi e dei costi energetici”, mentre Alessandro Garavaglia, responsabile Progetti & Sostenibilità di Acqua Novara VCO ha rilevato che “è stato iniziato già da due anni un percorso di sostenibilità che ha uno scopo preciso: sensibilizzare i portatori di interesse che ruotano attorno all’azienda poiché bisogna uscire dalle logiche di lavoro del passato e tenere presente che sono cambiate le priorità. Questo percorso permetterà di migliorare la nostra operatività passando dalla mera gestione del quotidiano ad una gestione con una visione di lungo termine”.

Redazione Torino

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