UNHCR, Comune di Torino e Mosaico lanciano un servizio integrato per promuovere l’inclusione dei rifuguati

Il nuovo centro “One-Stop-Shop” del Servizio Stranieri è stato presentato durante un evento organizzato dall’associazione Mosaico per la Giornata Mondiale del Rifugiato, in collaborazione con Comune di Torino e UNHCR. È stato lanciato, nella Sala Rossa del Consiglio Comunale di Palazzo Civico, il nuovo centro One-Stop-Shop del Servizio Stranieri del Comune di Torino che aumenta l’offerta dei servizi disponibili per richiedenti asilo e rifugiati in via Bologna 49/A. Il progetto, realizzato con la collaborazione dei Servizi anagrafici comunali, dell’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, e di diverse istituzioni cittadine, mira a favorire l’accesso a servizi legali, psicosociali e amministrativi per supportare i richiedenti asilo e i rifugiati nel processo di integrazione e inclusione sociale.

La presentazione del centro ha avuto luogo durante l’evento inaugurale della Settimana internazionale dei diritti, dell’ambiente e delle culture organizzata in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato dall’associazione Mosaico – Azioni per i Rifugiati, in collaborazione con il Comune di Torino e l’UNHCR. Mosaico è un’associazione fondata a Torino nel 2006 per iniziativa di un gruppo di rifugiati originari di diversi Paesi.

Oltre ai servizi di informazione, assistenza, supporto amministrativo e orientamento erogati dagli operatori e mediatori del Comune e dell’associazione Mosaico, in via Bologna 49/A, è attivo anche uno sportello dell’ASL Città di Torino dedicato a richiedenti asilo e rifugiati, che consente l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale e la scelta del medico curante. Nel corso del 2022, altri servizi saranno resi disponibili grazie alla collaborazione con l’Anagrafe comunale, l’Agenzia Piemonte Lavoro, la Prefettura e la Questura e realtà della società civile. I servizi sono rivolti in particolare a rifugiati e richiedenti asilo che si trovano fuori dal sistema di accoglienza formale.

“La creazione di uno spazio comune polifunzionale presso il Servizio stranieri della Città di Torino nasce da una collaborazione inedita tra amministrazioni diverse”, ha dichiarato Jacopo Rosatelli, Assessore al Welfare e alle Pari opportunità della Città di Torino. “Per la prima volta, istituzioni a vario titolo coinvolte nel percorso di inclusione delle persone rifugiate opereranno nello stesso luogo, per offrire una risposta integrata. Al centro ci saranno la persona e i suoi bisogni”.

“Questo progetto è virtuoso perchè mette insieme più enti e istituzioni che dialogheranno per offrire in maniera sinergica una serie di servizi a supporto di richiedenti asilo e i rifugiati. L’anagrafe sarà presente, perchè questa azione è coerente con il nostro obiettivo di estendere il più possibile i servizi anagrafici a tutta la città, in una logica di inclusione e di attentenzione anche verso i cittadini più fragili” ha dichiarato Francesco Tresso, Assessore ai Servizi demografici e statistici della Città di Torino.

“Il modello One-Stop-Shop è una parte importante della nostra risposta a supporto dell’integrazione in Italia e vede il coinvolgimento diretto delle associazioni di rifugiati, della comunità locale e dei beneficiari nell’erogazione dei servizi stessi”, ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante dell’UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. “Solo lavorando insieme possiamo affrontare in modo efficace le numerose sfide che rifugiati e richiedenti asilo devono affrontare per costruirsi una nuova vita in Italia”.

“Facendo tesoro delle nostre esperienze vissute, vogliamo contribuire a questo progetto che intende facilitare il percorso di inclusione sociale dei rifugiati e richiedenti asilo”, ha dichiarato Yagoub Kibeida, Direttore esecutivo dell’associazione Mosaico. “In coordinamento con le istituzioni, vogliamo fornire una risposta ai bisogni delle persone che già incontriamo nel nostro punto informativo e nel lavoro di mediazione sociale di strada, a partire dalle difficoltà nell’affrontare le procedure amministrative e nell’accesso ad alcuni servizi in modo autonomo”.

Antonio Nesci

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