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Università di Perugia, Marianelli: “Condivisione, ascolto e coraggio per guidare il cambiamento”

A pochi giorni dal ballottaggio per l’elezione del nuovo Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, il candidato Massimiliano Marianelli torna a rivolgersi alla comunità accademica con un appello al voto e un messaggio di continuità e apertura.

“Più di 400 voti e oltre 700 persone hanno creduto nel nostro progetto – scrive Marianelli in una lettera inviata alla mailing list ufficiale dell’Ateneo –. A ciascuna e ciascuno di voi va la mia gratitudine sincera.” Il docente di Filosofia ringrazia anche il professor Luca Gammaitoni per la “convergenza su alcuni punti fondamentali del programma”, definendola “un segnale importante di unità e dialogo trasparente”.

Nel messaggio, Marianelli ribadisce i capisaldi della propria visione: un’università fondata su ascolto, partecipazione e programmazione condivisa, dove la relazione tra persone diventa il cuore pulsante della comunità accademica. “Unire, non dividere; costruire ponti, non schieramenti”, scrive, invocando un modello di governo inclusivo, capace di valorizzare ogni componente dell’Ateneo: studenti, personale tecnico-amministrativo, bibliotecari, docenti e collaboratori.

Il programma elettorale, consultabile sul sito www.massimilianomarianelli.com, pone l’accento sulle priorità operative: manutenzione delle strutture, benessere e crescita professionale delle persone, reclutamento equo ed efficace, insieme a una riaffermazione dei valori fondanti dell’istituzione universitaria.

Marianelli si definisce “indipendente, libero da ogni condizionamento” e pronto a compiere scelte coraggiose, sempre condivise con la comunità. “Mettere al centro l’altro, la cura e le relazioni – sottolinea – non è un segno di debolezza, ma un messaggio forte di chi intende promuovere il bene comune dell’Università”.

Concludendo il suo appello, il candidato invita tutte e tutti a partecipare al voto martedì 17 giugno: “Per costruire insieme non l’Università che voglio, ma l’Università che vogliamo”.

Antonio Nesci

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